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Si è svolta questa mattina la visita al cantiere della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura da parte del Consiglio di Indirizzo della Fondazione BEIC. Il Consiglio di indirizzo della Fondazione BEIC, composto dal Vicepresidente della Fondazione Massimo Maria Molla (Regione Lombardia), i consiglieri Ilaria Borletti Buitoni (Ministero della Cultura), Francesco Anzelmo (Ministero della Cultura), Amanda Ferrario (Ministero dell’Istruzione), Marina Marzia Brambilla (Università degli Studi di Milano), Donatella Sciuto (Politecnico di Milano), Pietro Emilio Ichino (Associazione ”Milano, Biblioteca del 2000”) e Claudia Storti (Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere), Piergaetano Marchetti (partecipante), si è riunito per la propria riunione consiliare presso il cantiere, alla presenza anche del Direttore Generale della Fondazione BEIC, Maria Dinatolo, e del Collegio dei Revisori. A seguire si è svolta una visita all’interno del sito alla quale è stato invitato a partecipare anche il prof. Antonio Padoa-Schioppa, già presidente della Fondazione BEIC.

La futura architettura della BEIC

Durante l’incontro è stato inoltre presentato il progetto di sviluppo della futura architettura digitale della BEIC, che comprende la progettazione dei sistemi informativi e dell’ecosistema digitale della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (interfacce informative, gestione dati, accessibilità). Questo momento ha costituito un’ulteriore occasione per approfondire lo stato di avanzamento dei lavori e proseguire la riflessione sul futuro del progetto, con particolare riferimento al ruolo strategico della BEIC come infrastruttura culturale di rilievo nazionale ed europeo, sul suo impatto urbano e sociale e sulla capacità del progetto di rispondere alle esigenze legate all’accesso alla conoscenza, all’innovazione e all’inclusione.

Molla (BEIC): “Un’infrastruttura culturale strategica per Milano e per il Paese”

“La visita del Consiglio di Indirizzo ha confermato il positivo avanzamento del cantiere – ha spiegato Massimo Maria Molla, Vicepresidente di Fondazione BEIC – in linea con i tempi previsti dal cronoprogramma comunale. La BEIC prende forma come infrastruttura culturale strategica per Milano e per il Paese. Una struttura che, indipendentemente da chi ne assumerà la gestione, è chiamata a svolgere una funzione essenzialmente pubblica: aperta a tutti i cittadini, imparziale nella sua offerta, trasparente nel suo operato. Principi che ne orienteranno la gestione nel segno della correttezza, dell’efficacia e della responsabilità verso la comunità. Continueremo tutti a lavorare assicurando qualità, trasparenza e valore sociale nella realizzazione di questo nuovo spazio pubblico di cultura e incontro”.

Durante il sopralluogo è stato possibile osservare da vicino l’avanzamento dei lavori, che saranno completati entro la fine del 2026, come previsto dal cronoprogramma del Comune di Milano che è stazione appaltante dell’opera e soggetto co-attuatore insieme alla Fondazione BEIC.

BEIC, Il Progetto e la Visione

La Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC) è pensata come un’infrastruttura culturale strategica e propulsiva per lo sviluppo culturale di Milano, della Lombardia e del Paese. Non sarà soltanto una biblioteca pubblica, ma un luogo in cui studio, ricerca, innovazione e creatività convivono. La BEIC si propone come un laboratorio dedicato alla cultura in cui le persone trovano strumenti, servizi e opportunità per accedere alla conoscenza e connettersi con le culture del mondo.

La sua vocazione europea e internazionale renderà la biblioteca un ponte fra Milano e l’Europa. Una particolare attenzione sarà dedicata al contrasto alle povertà educative e ai divari tecnologici, che rappresentano il principale fattore di esclusione sociale. Le tecnologie digitali avranno un ruolo centrale: permetteranno di superare barriere e distanze, integrando il supporto cartaceo con risorse multimediali e ambienti interattivi. In questo modo, la memoria del passato dialogherà con le esperienze del presente e le prospettive future.

L’edificio: l’integrazione tra cultura e progresso sociale

La BEIC si propone di integrare cultura e progresso sociale, aspetti che sono riflessi anche nell’architettura articolata in 2 navate unite al piano terra e al secondo piano: i dipartimenti da un lato e i servizi dall’altro, con spazi connessi e funzionali.

La BEIC sorge nell’area dell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria, una zona oggi al centro di un ampio processo di riqualificazione urbana, delimitata da viale Molise a est, via Cervignano a ovest, via Monte Ortigara a sud e da un nuovo complesso residenziale a nord.
L’edificio è situato nella parte meridionale del complesso, verso via Ortigara, lasciando spazio a una grande piazza pubblica alberata, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici grazie alla vicinanza al passante ferroviario di Porta Vittoria e alla nuova linea metropolitana M4, fermata Dateo, che collega il centro città con l’aeroporto di Linate.

Dal punto di vista architettonico, l’edificio avrà un forte valore simbolico: costruito con strutture in metallo e vetro, sarà trasparente, luminoso ed energeticamente efficiente, con una superficie complessiva di circa 30.000 metri quadrati affacciata sul nuovo parco pubblico. All’interno, gli spazi si articolano in aree distinte e complementari. La navata Dipartimenti ospiterà la parte preponderante delle collezioni a scaffale aperto, con circa 160.000 volumi, le sezioni documentali, comprese quelle digitali, articolate per argomenti, postazioni individuali e multiple per lo studio libero, la consultazione e la ricerca, sale di lettura, servizi di consulenza specializzata, uffici e sale riunioni. La navata Forum sarà invece dedicata alle attività esperienziali, dalla musica ai video, dal gaming al podcasting fino alla fabbricazione digitale, con ambienti attrezzati per corsi e laboratori e uno spazio espositivo.

Al piano terra, la Promenade costituisce il cuore simbolico dell’edificio, dove le due navate si incontrano: qui troveranno posto l’area di accoglienza, orientamento e iscrizione, uno spazio dedicato alle novità editoriali e alle riviste, una caffetteria, dei bookshop, un’area pop-up e i sistemi di restituzione. Completano la struttura l’Auditorium, un’ampia sala polifunzionale da 300 posti destinata a conferenze, concerti, spettacoli e incontri, e l’Imaginarium, la biblioteca dedicata a bambini e ragazzi fino ai 13 anni, pensata anche per giochi, esperimenti e attività didattiche.

Al centro dell’edificio, interrato su due piani, si trova infine un deposito robotizzato progettato per contenere circa 2,5 milioni di volumi e servire tutte le aree della biblioteca: protetto dalla luce naturale e sigillato per garantire la sicurezza antincendio, rappresenta il primo caso in Europa di deposito robotizzato con il più alto livello di certificazione antincendio e con un collegamento diretto al sistema di smistamento dei volumi ai diversi piani dell’edificio.

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