Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Oggi lo scrutinio e i primi verdetti, mentre centrodestra e campo largo misurano i propri equilibri in vista delle Politiche
Seggi riaperti in tutta Italia fino alle 15 per il secondo e ultimo giorno di voto delle elezioni amministrative che coinvolgono 748 Comuni delle Regioni a Statuto ordinario, dal Veneto alla Calabria, e di Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta tra quelle a Statuto speciale. La tornata interessa circa 6 milioni e 600 mila elettori. L’affluenza registrata nella prima giornata di voto è risultata in calo di poco meno di quattro punti rispetto alla precedente consultazione. Alla chiusura dei seggi, alle 23 di ieri, aveva votato il 46,3% degli aventi diritto contro il 50,2% delle ultime Comunali negli stessi territori.
Il dato più significativo arriva da Venezia, unico capoluogo di Regione chiamato al voto, dove la partecipazione è scesa di sette punti: 41,8% contro il 48,8% di cinque anni fa. Più contenuto invece il calo a Reggio Calabria, dove l’affluenza si è attestata al 47% rispetto al 48,1% dell’ultima tornata. A Salerno, dove torna in corsa per la carica di sindaco Vincenzo De Luca dopo i dieci anni trascorsi alla guida della Campania, il dato resta sostanzialmente invariato: 49,9%, esattamente come nel 2020.
Lo scrutinio prenderà il via immediatamente dopo la chiusura dei seggi, senza interruzioni. Nel tardo pomeriggio sono attesi i primi risultati definitivi nei Comuni sotto i 15 mila abitanti, dove il sistema elettorale prevede il turno unico, e nei centri superiori a quella soglia in cui un candidato riuscirà a superare il 50% più uno dei voti validi, evitando così il ricorso al ballottaggio.
L’eventuale secondo turno è fissato per il 7 e l’8 giugno, date in cui si voterà anche in Sardegna per il primo turno delle Comunali in 149 Comuni, con possibili ballottaggi il 21 e 22 giugno. Oltre a Venezia, sono diciassette i capoluoghi di provincia al voto: Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. In Sicilia si vota inoltre ad Agrigento, Enna e Messina.
Le sfide politicamente più osservate sono quelle di Venezia e Reggio Calabria. Nel capoluogo lagunare il campo largo tenta di riconquistare il Comune dopo il decennio dell’amministrazione Brugnaro, mentre in Calabria il centrodestra prova a consolidare il controllo del territorio allineando il capoluogo al governo regionale. La tornata amministrativa assume così il valore di un primo test politico nazionale dopo il referendum sulla giustizia che ha respinto la riforma sostenuta dal centrodestra e a circa un anno dalle prossime elezioni Politiche. Per il governo guidato da Giorgia Meloni il voto rappresenta un banco di prova utile a misurare il rapporto con l’elettorato; per il fronte progressista, invece, è un test sulla tenuta e sull’efficacia del cosiddetto “campo largo”.
Resta però da capire quanto sia realmente ampia l’alleanza progressista. Azione, il partito guidato da Carlo Calenda, conferma infatti la propria distanza dal progetto unitario sostenendo il centrodestra sia a Venezia sia a Reggio Calabria, mentre in altri territori, come Mantova e Salerno, il centrosinistra si presenta ancora diviso. Le partite considerate decisive per definire il bilancio politico della tornata si giocano soprattutto a Venezia, Reggio Calabria e Salerno, ma anche in città come Prato, Arezzo e Pistoia. Nei 118 Comuni superiori ai 15 mila abitanti chiamati al voto, 47 erano amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, cinque dal Movimento 5 Stelle e dieci da amministrazioni non riconducibili ai due principali schieramenti nazionali.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet