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                Importante riconoscimento per il cortometraggio “Sognando lo Rio”, realizzato dagli alunni della classe 5ª A della scuola primaria di Rio nel corso dello scorso anno scolastico, vincitore del Premio Paolo Gobetti – sezione scuola dell’infanzia e primaria – nell’ambito del concorso nazionale Filmare la Storia, promosso dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.

Durante la cerimonia di premiazione, la giuria ha evidenziato, tra le motivazioni del premio, “attraverso l’incontro tra due bambini di Rio Marina, il filmato costruisce un ponte tra epoche diverse, mostrando come il bisogno di giocare e di condividere resti costante nel tempo, anche quando cambiano le ragioni dell’isolamento: ieri il lavoro minorile, oggi la distrazione digitale”.

Si tratta di un risultato che rappresenta motivo di grande orgoglio e soddisfazione per tutta la comunità scolastica e per il territorio di Rio, confermando l’elevata qualità del percorso svolto dalla scuola insieme a tutti i soggetti coinvolti nel progetto. Nel film, il paese di Rio assume un ruolo centrale nella narrazione: le immagini restituiscono la genuinità, il fascino e la memoria del territorio, valorizzandone l’identità attraverso il punto di vista autentico dei bambini. Il cortometraggio riesce così a unire memoria storica, territorio ed esperienza personale, trasformando il paesaggio in parte integrante del racconto. Alla premiazione erano presenti l’ex Dirigente Scolastica Daniela Pieruccini, i vicepresidi dell’Istituto Comprensivo Carducci Giorgia Bruni e Pierluigi Martano, referenti del progetto “Cinema per la scuola” nell’ambito del quale è stato realizzato il film, insieme a Fabio Punis, esperto esterno e regista dell’opera.

“Questo premio rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto da tanti docenti e da moltissimi alunni all’interno del progetto Cinema per la scuola ‘Alza lo sguardo’, di cui Sognando lo Rio costituisce il lavoro più articolato e complesso. Il premio valorizza l’impegno degli studenti e la collaborazione delle famiglie. Siamo particolarmente soddisfatti perché viene riconosciuta la forza educativa di un progetto che mette il territorio al centro attraverso gli occhi dei bambini, evidenziandone storia, cultura e bellezza”, dichiarano i vicepresidi Giorgia Bruni e Pierluigi Martano. Determinante anche il contributo tecnico e artistico di Stefano Muti per le riprese e il montaggio e di Donatello Guerra per il comparto sonoro. La sigla finale Figli di un’isola è stata gentilmente concessa da Claudio Miliani, mentre le immagini dei titoli di coda sono tratte da Un giorno a Rio, filmato messo a disposizione dall’Associazione culturale Carlo d’Ego – Riesità.

Il regista Fabio Punis ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento ricevuto, evidenziando come la collaborazione tra scuola, studenti, famiglie e professionisti abbia permesso di raggiungere un traguardo di così grande valore culturale ed educativo. Il cortometraggio nasce all’interno di un ampio percorso dedicato all’educazione all’immagine e al linguaggio audiovisivo, che ha coinvolto oltre 400 alunni dell’Istituto Comprensivo Carducci e più di 300 ore di attività laboratoriali tra scrittura, riprese, montaggio, formazione e analisi cinematografica.

La scuola continua a credere fortemente nel linguaggio audiovisivo come potente strumento educativo ed espressivo, capace di favorire creatività, inclusione, collaborazione e sviluppo del pensiero critico. Attraverso il cinema, gli alunni possono raccontare il proprio territorio e la propria esperienza, sviluppando competenze narrative, comunicative e relazionali fondamentali nel percorso di crescita.

Anche nel corrente anno scolastico l’Istituto ha ottenuto i fondi nell’ambito del bando Cinema per la Scuola, realizzando il progetto “Ciak, s’impara”. L’opera principale sarà un docufilm realizzato dalle due classi quinte della scuola primaria di Capoliveri, affiancato da numerosi mini-docufilm prodotti dalle altre classi della scuola primaria e da alcuni elaborati audiovisivi realizzati dagli alunni di cinque anni della scuola dell’infanzia. Un’esperienza articolata che conferma la volontà della scuola di utilizzare il cinema e il linguaggio delle immagini come strumenti didattici capaci di valorizzare il territorio, promuovere la partecipazione attiva degli studenti e costruire percorsi di memoria, consapevolezza e cittadinanza

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