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Mas attacca a 16 chilometri dall’arrivo, Narvaez resiste e lo batte allo sprint

Jhonatan Narvaez firma il tris al Giro d’Italia 2026. Dopo i successi di Cosenza e Fermo, il campione nazionale ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG ha vinto anche l’undicesima tappa, la Porcari-Chiavari di 195 chilometri, battendo in una volata a due lo spagnolo Enric Mas della Movistar.

La giornata ha premiato gli attaccanti. Il ritmo è stato alto fin dalle prime pedalate e le fughe hanno segnato tutta la corsa. Sulle salite della frazione dieci corridori hanno preso il largo, mentre il gruppo dei big ha lasciato spazio davanti senza forzare.

Nel gruppo di testa, oltre a Narvaez, Mas e Diego Ulissi, c’erano anche Chris Harper, Filippo Zana, Lennert Van Eetvelt, Warren Barguil, Christian Scaroni, Mattia Bais e Ludovico Crescioli. Una fuga numerosa, solida, capace di resistere fino al finale.

La mossa decisiva è arrivata a 16 chilometri dall’arrivo. Mas ha accelerato e ha provato a fare selezione. Narvaez è stato l’unico a tenere il ritmo dello spagnolo. Alle loro spalle Harper, Vlasov e Ulissi sono rimasti in inseguimento, a circa quindici secondi.

Nel finale Narvaez e Mas si sono giocati la vittoria allo sprint. L’ecuadoriano ha avuto più potenza e ha chiuso il conto sul traguardo di Chiavari, confermandosi uno degli uomini più vincenti di questo Giro.

Per Narvaez è il terzo successo di tappa nell’edizione 2026. Un dato pesante, perché arriva in giornate diverse e conferma la sua capacità di leggere la corsa, entrare nelle azioni giuste e finalizzare quando la tappa si decide tra pochi uomini.

Alle spalle dei primi due, Diego Ulissi ha chiuso al terzo posto. Il gruppo dei migliori è arrivato con 3’20” di ritardo, ma senza effetti sulla classifica generale. Il portoghese Afonso Eulalio della Bahrain-Victorious conserva la maglia rosa con 27 secondi di vantaggio su Jonas Vingegaard della Visma|Lease a Bike.

Domani il Giro riparte con la dodicesima frazione, la Imperia-Novi Ligure di 175 chilometri. In programma due salite di terza categoria e un finale che può sorridere ai velocisti. Le fughe da lontano, però, restano una possibilità concreta.

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