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Da Ken Loach al Salento dei libri: Michela Santoro, la libraia che ha trasformato Alessano in comunità

Nel luglio 2004, ad Alessano, comune di circa 6mila abitanti in provincia di Lecce, aprire una libreria sembrava una scommessa più che un progetto. Le biblioteche locali erano chiuse, gli indici di lettura bassi, il contesto poco favorevole. Michela Santoro decise comunque di farlo. La chiamò Idrusa, come una martire locale.

Come riporta l’Agi, ventidue anni dopo, quella libreria è diventata un presidio culturale del Capo di Leuca. Al Salone del Libro di Torino, Santoro ha ricevuto il premio “Straordinaria” di ALI Confcommercio, riconoscimento che valorizza il lavoro quotidiano e il ruolo sociale delle librerie italiane nei territori. L’edizione 2026 ha coinvolto lettrici e lettori con oltre 10mila preferenze complessive.

La storia di Idrusa parte però da lontano. Santoro aveva lasciato Alessano per studiare Lettere a Pisa, dove si era laureata con una tesi su Ken Loach. Poi la collaborazione con l’università e un’esperienza nel cinema, come assistente alla regia in film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il ritorno a casa nasce dal desiderio di organizzare eventi culturali, ma presto diventa altro. In un territorio povero di luoghi dedicati alla cultura, serviva uno spazio fisico.

L’idea non era costruire un ritrovo per pochi lettori forti. Idrusa nasce come laboratorio aperto, legato al territorio, dove parlare di libri, certo, ma anche di temi collettivi, scuola, comunità, relazioni. I primi anni sono stati durissimi. Le vendite andavano male e la libreria, per sopravvivere, ha dovuto cambiare postura.

Dopo tre anni difficili, Santoro capisce che la libreria non può restare soltanto dentro le sue mura. Comincia a portare letture ad alta voce nelle scuole, a formare docenti e operatori, a organizzare iniziative nelle piazze. La comunità di lettori arriva poco alla volta. Oggi Idrusa è un riferimento per l’intera area e si presenta come l’ultima libreria all’estremo Sud-Est della Puglia.

Da quel lavoro nasce anche Armonia. Narrazioni in terra d’Otranto, festival avviato nel 2015 dall’incontro con Mario Desiati. L’idea era semplice: mettere in relazione gli autori ospitati durante l’anno con il patrimonio culturale del territorio. Il festival è cresciuto fino alla collaborazione con la Fondazione Bellonci, che dal 2018 porta nel Capo di Leuca la “dozzina” del Premio Strega. A questa si è aggiunta quella con il Premio Calvino, dedicata agli esordienti.

La nuova edizione partirà il 21 maggio a Specchia e andrà avanti fino a ottobre, attraversando diversi comuni del territorio. Tra gli ospiti è atteso anche Ilan Pappé nei “Discorsi mediterranei” di Santa Maria di Leuca.

Per Santoro, una libreria esiste davvero quando riesce a entrare in rapporto con il luogo in cui si trova. Nel Capo di Leuca questo ha significato costruire relazioni tra paesi vicini, creare un pubblico quasi da zero, lavorare dove biblioteche chiuse o sottoutilizzate avevano lasciato un vuoto. Da qui anche la rete tra sette comuni in un sistema bibliotecario intercomunale, nata dopo quattro anni di lavoro.

La fondatrice di Idrusa guarda con prudenza anche all’idea di trasformare le librerie in spazi ibridi con la ristorazione. Per lei dipende dai contesti, perché ciò che funziona al centro di Roma non vale necessariamente in un piccolo paese del Salento. Il punto, però, è netto: vendere libri e fare ristorazione sono due mestieri diversi. E l’ibrido non basta, da solo, a promuovere la lettura.

La vera forza, secondo l’esperienza di Idrusa, sono i gruppi di lettura. La libreria ne ha cinque, pensati per età diverse, dai bambini agli adulti. Attorno agli scaffali passano autori, illustratori, mamme, papà, pensionati, ragazzi. In un tempo segnato dalla solitudine digitale, la libreria diventa anche uno spazio di socialità allargata.

Dopo ventidue anni, il lavoro di Idrusa ha portato anche alla candidatura dei Comuni del Capo di Leuca a Capitale italiana del libro 2027. A giugno si saprà se il territorio entrerà in finale. Resta però, una libreria nata dove sembrava non esserci spazio per i libri, diventata un motore culturale per un pezzo di Sud che prova a raccontarsi fuori dagli stereotipi.

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