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Catherine Middleton conquista Reggio Emilia con poche parole in italiano e un gesto semplice: chinarsi verso i bambini, ascoltarli, sorridere. La principessa del Galles è arrivata oggi, mercoledì 13 maggio, nella città emiliana per una visita dedicata alla prima infanzia e al celebre Reggio Emilia Approach, il modello educativo nato nel dopoguerra e diventato un riferimento internazionale.
Ad accoglierla in piazza Prampolini c’erano centinaia di persone, tra adulti, ragazzi e soprattutto bambini. Per Kate si tratta della prima visita ufficiale all’estero dopo le cure affrontate nel 2024 contro il cancro, dettaglio che ha reso l’appuntamento ancora più carico di attenzione e partecipazione.
“Come ti chiami? Io sono Caterina”
Il momento più tenero è arrivato proprio durante l’incontro con i bambini. La principessa si è avvicinata ai piccoli presenti, si è abbassata per parlare con loro e ha provato a farlo in italiano: “Parlo poco italiano… Come ti chiami?”.
Poi, sorridendo a uno dei bambini, si è presentata con la traduzione italiana del suo nome: “Io sono Caterina”. Una frase breve, ma sufficiente a sciogliere la formalità dell’evento e a trasformare la visita in una scena subito virale.
La visita al Centro Loris Malaguzzi e alla Scuola Anna Frank
Dopo il bagno di folla, Kate ha visitato il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, cuore culturale e pedagogico del Reggio Emilia Approach. Successivamente si è recata alla Scuola Anna Frank, una delle scuole comunali che incarnano il metodo educativo reggiano.
Il modello, conosciuto in tutto il mondo, mette al centro il bambino come soggetto attivo, capace di esprimersi attraverso molteplici linguaggi: gioco, arte, relazione, osservazione, sperimentazione. È proprio questo approccio alla prima infanzia ad aver attirato l’interesse della principessa, da anni impegnata su temi legati allo sviluppo dei bambini attraverso la Royal Foundation.
Il bambino rompe il protocollo: “Puoi tornare?”
Prima di lasciare la scuola, un bambino ha rotto la distanza del protocollo con una domanda spontanea: “Puoi venire un’altra volta qui?”. Kate ha risposto senza esitazione, ancora in italiano: “Sì, certo”.
Una scena piccola, quasi domestica, ma perfettamente in linea con il senso della visita: meno cerimoniale e più ascolto, meno passerella e più attenzione al mondo dell’infanzia.
“Vederlo è meraviglioso”
Parlando con alcune mamme, Kate ha spiegato che studiare il Reggio Approach è importante, ma osservarlo dal vivo è tutta un’altra cosa: “Vederlo è meraviglioso”. La giornata si è chiusa tra saluti, applausi e un clima molto partecipato, con famiglie, educatrici e pedagogiste.
La visita di Reggio Emilia lascia così un’immagine precisa: una principessa in Italia non per un evento mondano, ma per guardare da vicino un modello educativo che il mondo continua a studiare. E che, almeno per un giorno, ha avuto anche una nuova allieva: “Caterina”.
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