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Il delitto di Garlasco va verso una svolta clamorosa, processo di revisione per l’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi e rinvio a giudizio per il nuovo indagato: Andrea Sempio. Il quadro investigativo si è totalmente ribaltato, ma molte cose ancora non tornano. Nelle oltre 300 pagine dell’informativa della Procura ci sono parecchie cose inspiegabili, relative ai movimenti del killer, con una scena del crimine totalmente stravolta. Tutto ruota attorno a quei soliloqui di Sempio in macchina, i pm dovranno riuscire a dimostrare che quelle siano state vere e proprie confessioni e non parole in libertà a commento di podcast o trasmissioni radiofoniche. Oltre a quello, prove schiaccianti nei confronti di Sempio non ce ne sono. Gli altri elementi sono il Dna trovato sotto le unghie di Chiara (ma non è il solo), riconducibile al suo ceppo familiare e la famosa impronta 33, trovata sul muro delle scale che portano al seminterrato, attribuita a Sempio.

Ma a complicare le cose per l’indagato ci sono le testimonianze degli amici storici, improvvisamente la versione comune diventa che “dai Poggi non andava quasi mai“. Da luogo fisso di incontro a posto marginale, quasi dimenticato. Il gruppo – sostengono i ragazzi – s’incontrava al “Punto zero” di Garlasco. In alternativa, a casa di Mattia Capra e Alessandro Biasibetti per giocare ai videogame. Dai Poggi andavano, “anche se non frequentemente e rimanevamo nella saletta tv al piano terra. Pochi i ricordi di salite al primo piano, “può essere capitato” di entrare in camera di Marco, “sicuramente ancor meno” in quella di Chiara. Anche Biasibetti dice che al piano di sopra “ci sarò stato una volta”. “Al piano di sopra era difficile che si andasse”, sostiene Roberto Freddi. Nessuno ha mai fatto accenno a discese in cantina.

Andrea Sempio intanto continua a ribadire: “Sono innocente e lo dimostrerò“. Ieri si è sottoposto a Roma all’esame personologico, un elemento che potrebbe essere utile in fase processuale. Intanto si cerca di risalire alle possibili mosse del killer, considerando il nuovo scenario ipotizzato. Se Chiara non voleva parlare con Sempio, difficilmente quella mattina gli avrebbe volontariamente aperto la porta di casa. Da qui l’ipotesi dell’appostamento in giardino in attesa dell’apertura della porta. Ma possibile che nessuno si sia accorto di quella presenza? Le madri di Stasi e Poggi, il giorno dopo il delitto, parlarono al telefono di “una persona in giardino“, ma la vicina di casa, non notò nulla quella mattina e addirittura dice che “Sempio non lo aveva mai visto lì“, aggiungendo “gli amici venivano la sera a prendere Marco Poggi ma per uscire“. Versione simile a quella degli amici di Sempio.

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