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<em>Dall’Associazione Culturale Carlo d’Ego – Riesità</em>
Il 4 maggio 1926 nasceva a Rio Marina Carlo Carletti, da tutti meglio conosciuto come Carlo d’Ego.
Intensamente legato al suo paese e alla sua terra, aveva i tratti di una personalità aperta, curiosa del nuovo, amante della bellezza. I suoi scritti – così come i cortometraggi e le sue fotografie, sono testimonianza di un gusto estetico che si esprimeva nella narrazione equilibrata, nel taglio sapiente delle inquadrature, nella scelta mai ovvia dei soggetti. L’affresco che Carlo d’Ego voleva tratteggiare è certamente ben riuscito: desiderava che non andasse perduto quel lontano patrimonio di valori comunitari.

Ecco chi era Carlo d’Ego: cronista, fotografo, Carlo che ha ideato la RIESITA’, così come lo abbiamo conosciuto ed apprezzato; Carlo che guarda al futuro e si rivolge ai giovani perché sappiano e non siano dimentichi di una tradizione che è radicamento di valori e meritevole sentimento di appartenenza. Infatti Carlo ha sempre temuto che i giovani potessero perdere troppo presto la loro personale RIESITA’, come lui la chiamava – termine con il quale identificava la bellezza, la natura e la storia, non solo della comunità di Rio Marina, ma di tutta la nostra isola.
Nella sua prosa si combinavano sapientemente i molti generi giornalistici, per cui nel bel mezzo di una cronaca piazzava una rievocazione storica o un richiamo autobiografico; un pizzico d’ironia o una nota di colore.
Quindi, se volessimo definire Carlo, potremmo dire che è stato un appassionato curioso del proprio paese e della propria gente. Sabato scorso l’Associazione Culturale Carlo d’Ego Riesità ha celebrato questa importante ricorrenza.
“È stato per me veramente emozionante presenziare a questa particolare iniziativa della nostra Associazione che ha celebrato i CENTO anni dalla nascita di mio padre”. Così esordisce Elena Carletti, Presidente dell’Associazione.
“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo evento per me e per la mia famiglia intensamente significativo. Un particolare ringraziamento a Don Marcello BOLDRINI, Vicario della Curia di Massa Marittima e Piombino, a Don Francesco GUARGUAGLINI, Vicario per l’Isola d’Elba e a Don Benoit, il nostro parroco, i quali sono stati sin da subito disponibili a svolgere l’intero evento nella Chiesa parrocchiale di Santa Barbara a Rio Marina.
Dopo la Santa Messa, celebrata da Don Francesco Guarguaglini, sempre all’interno della Chiesa parrocchiale, è stata presentata “CARLO D’EGO… per sempre”: tra musica e canti dal vivo, il ricordo, la storia e gli scritti di Carlo Carletti.
Particolarmente commovente il ricordo di Benito ELMINI, Presidente onorario dell’Associazione e amico fraterno di Carlo.

Ecco alcune frasi di quello scritto: “Con Carlo ci incontravamo spesso all’eremo di Santa Caterina e sotto la fitta pergola di glicine ci lasciavamo andare a piacevoli divagazioni che coinvolgevano amabilmente anche Hans, sempre attento, lui, alle curiosità riesi e alle notizie che ne avevano il sapore del passato. Carlo era inesauribile nel raccontare. Inesauribile era il repertorio dei fatti, degli accadimenti, dei personaggi che tratteggiava con minuzioso dettaglio e con il compiacimento dell’interesse che riscontrava nei suoi interlocutori. ….Sono stati giorni indimenticabili quelli….Il clima di amicizia che lassù nell’eremo ha preso l’avvio si è poi consolidato nel tempo. ..L’estro narrativo di Carlo tornava su aspetti del paesaggio, sulla viabilità, sulle costruzioni, sugli usi di un tempo, quando lui viveva al Sasso e il mondo girava in tutt’altro modo rispetto all’oggi. Non mancava mai di ricordare la spiaggetta davanti alla sua casa, il clima festoso delle sue amicizie giovanili, il riverbero caleidoscopico dei riflessi del mare sul soffitto della camera, al suo risveglio.” “Scorrevamo insieme talvolta quelle collezioni, sempre significanti, nello scorrere inesorabile del tempo, di fatti e di forme di sensibilità che a volte riaffiorano e ritornano nell’uso comune, col fascino del ricordo e della nostalgia…. Era quella di Carlo una visione romantica del passato, ma anche un modo di rapportarsi al presente nella sua propensione alla cronaca e nella dinamica dei rapporti umani”
“Torno ancora sugli Spiazzi e, confesso, spesso la sua compagnia mi manca.”
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