Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

La frattura è ormai aperta e approda nelle aule di giustizia. L’Anpi ha denunciato per diffamazione il presidente della Comunità ebraica milanese Walker Meghnagi, che aveva accusato l’associazione dei partigiani di “squadrismo” e di aver organizzato a tavolino “la cacciata” della Brigata ebraica dal corteo del 25 Aprile. Immediata la controdenuncia dello stesso Meghnagi, secondo cui proprio dall’Anpi sarebbe arrivato “un incitamento all’antisemitismo”.

Sala: “Abbassare i toni”, ma mette nel mirino le bandiere israeliane

A tre giorni dal corteo nazionale, le tensioni non accennano a diminuire. Il caso della mancata sfilata della Brigata ebraica è l’epilogo di settimane di attriti, anche dentro la maggioranza di centrosinistra a Palazzo Marino, sul nodo del gemellaggio Milano-Tel Aviv. Come ricostruisce il Corriere, il sindaco Giuseppe Sala invita a “abbassare i toni”, ma individua anche il punto centrale della crisi: “Io penso che l’errore della Brigata ebraica sia stato partecipare con le bandiere israeliane, quello è il principale punto. Da quello che mi dice l’Anpi, loro avevano avuto garanzia che non ci sarebbero state bandiere israeliane”. Nessun veto alla partecipazione, ma l’indicazione a evitare elementi ritenuti provocatori.

25 Aprile: un corteo ad altissima tensione a Milano

Le polemiche sono la coda di una giornata ad altissima tensione. Sabato si sono sommati diversi fattori: la gestione dell’ordine pubblico, la mobilitazione dei gruppi pro Palestina e le provocazioni reciproche. In piazza sono comparsi simboli e bandiere contrapposte, dalle immagini dello scià di Persia alle bandiere iraniane e americane. Non sono mancati cori, accuse incrociate di stare dalla parte dei fascisti, lanci di uova e momenti di contatto fisico. Fino agli episodi più gravi, con frasi antisemite e lo spezzone della Brigata costretto ad abbandonare corso Venezia, scortato dalle forze dell’ordine senza raggiungere piazza Duomo.

Per comprendere l’escalation bisogna tornare all’inizio del corteo. Tradizionalmente la Brigata ebraica entra a metà percorso, da via Boschetti. Quest’anno, invece, anche per il timore di tensioni già emerse in passato, la Digos ha autorizzato un ingresso anticipato. Lo spezzone è stato inserito subito dopo i gonfaloni, il sindaco e la giunta, lasciando però indietro una parte del gruppo. Una scelta che ha finito per cambiare gli equilibri della manifestazione.

La presenza delle bandiere israeliane in testa al corteo, composto da circa 70 mila persone, ha innescato la reazione di molti partecipanti. L’invito successivo a spostarsi è arrivato troppo tardi. All’altezza di via Senato la Brigata è stata circondata e bloccata da un gruppo ampio e trasversale di manifestanti, non solo pro Pal o appartenenti ai centri sociali. Ne è nato uno stallo durato oltre un’ora, risolto solo dopo lunghe trattative con la decisione di far uscire lo spezzone dal corteo tra insulti e tensioni.

Resta profonda la distanza tra le parti. “Non siamo antisemiti ma antisionisti”, sostengono alcuni manifestanti, accusando Israele e gli Stati Uniti di bombardamenti indiscriminati. Dall’altra parte si parla invece di un clima sempre più preoccupante: “C’è un crescente antisemitismo. Una deriva pericolosa, così si sostiene la violenza”. Un conflitto che, dalla piazza, si è ormai trasferito anche sul piano politico e giudiziario.

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet