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All’esame della Commissione Giustizia del Senato, presieduta dal Sen. Avv. Giulia Buongiorno, due disegni di legge sul tema del sovraindebitamento, dei quali è relatrice la Sen. Avv. Erika Stefani, riguardanti modifiche alla regolamentazione degli organismi di composizione della crisi e norme di tutela anticipatoria, che prevedono tra l’altro l’istituzione di un “fondo salva casa” da 200 milioni di euro l’anno, l’istituzione di una piattaforma digitale per l’autovalutazione della solvibilità dei consumatori, nonché l’attuazione dei principi di universalità e gratuità del servizio di consulenza sul debito.

«Con oltre 7 milioni di persone sovraindebitate, l’Italia sta vivendo una vera e propria emergenza in questo ambito», afferma l’Avv. Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’UCI – Unione Consumatori Italiani, che è stato audito in Commissione Giustizia per la presentazione di alcune proposte di emendamento ai disegni di legge in discussione. Il portavoce dell’UCI ha evidenziato, in particolare, come l’attuale sistema normativo, basato prevalentemente su interventi ex post, si sia dimostrato insufficiente a fronteggiare il fenomeno del sovraindebitamento. Da qui la necessità di un cambio di paradigma: passare da una logica emergenziale a un approccio strutturato fondato su prevenzione, educazione finanziaria ed effettiva reinclusione nel circuito economico.
«Ci sono oltre 150mila famiglie l’anno che, a causa dei debiti, non riescono a pagare i mutui e finiscono per perdere la casa, che viene pignorata e messa all’asta, quasi sempre con una perdita rilevante di valore realizzabile», evidenzia Albanese. «Per questo, nell’ambito dell’audizione in Senato, abbiamo chiesto di inserire la cartolarizzazione a valenza sociale tra le forme di tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento». Si tratta di uno strumento introdotto già nel 1999 ma fin qui poco conosciuto ed applicato, che consente al debitore, che si trovi in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo per la prima casa, di richiedere che il credito relativo al suo finanziamento venga ceduto ad una società di cartolarizzazione sociale, che estinguerà il debito e diverrà proprietaria dell’immobile. In tal caso, tuttavia, il bene non potrà essere venduto all’asta con il classico meccanismo dei ribassi, che ne riduce drasticamente il valore: anzi, sulla base di una valutazione oggettiva del suo valore di mercato, sarà riofferto al debitore con la formula del rent-to-buy, oppure venduto senza ribassi, assegnando al debitore stesso l’intero plusvalore realizzato dalla vendita, rispetto all’estinzione del debito cartolarizzato.
«Questo modello può trasformare la gestione dei crediti deteriorati in un’opportunità di coesione sociale», sottolinea l’Avv. Albanese, «orientando la finanza privata verso obiettivi di interesse generale e superando la logica puramente liquidatoria delle procedure esecutive». Secondo l’UCI – che è recentemente divenuta membro dell’ECDN, l’European Consumer Debt Network, che sotto l’egida della Commissione Europea aggrega i principali stakeholder continentali in materia di crisi del debito dei consumatori – l’adozione delle misure proposte consentirebbe di tutelare concretamente il diritto all’abitazione, riducendo il ricorso alle procedure esecutive e valorizzando gli asset immobiliari invece di disperderne il valore, attivando capitali privati in chiave sociale, riducendo quindi il ricorso a interventi pubblici diretti.
Nel corso dell’audizione, l’associazione ha inoltre evidenziato l’importanza di rafforzare gli strumenti di consulenza sul debito, attraverso un’effettiva universalità e gratuità del servizio, che appare possibile solo se i soggetti eroganti, cioè le associazioni, vengono selezionati con criteri qualitativi e non solo quantitativi. Inoltre, è necessario garantire che le nuove piattaforme di monitoraggio della sostenibilità finanziaria siano utilizzate esclusivamente come strumenti di consapevolezza per i cittadini, evitando distorsioni nel mercato del credito.
«L’obiettivo», conclude Albanese, «deve essere quello di costruire un sistema capace non solo di gestire la crisi ma di prevenirla e trasformarla in un’occasione di ripartenza per famiglie e consumatori».
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