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La Borsa di Milano apre in calo in linea con le altre piazze europee dopo il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran. Nei primi scambi l’Ftse Mib cede lo 0,79% a 47.234 punti. Bene i titoli energetici: spiccano sul listino Eni che avanza del 2% e Saipem che sale dell’1,23%. Bene anche Leonardo che guadagna l’1,81%. Lo spread tra Btp e omologhi Bund tedeschi apre in rialzo a 80 punti, contro i 77 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano sale al 3,87%.
Avvio in rosso per le Borse europee dopo il fallimento dei negoziati Usa-Iran a Islamabad durante il fine settimana e l’annuncio del presidente Donald Trump dei piani Usa per bloccare lo Stretto di Hormuz, una mossa che rischia di aggravare la crisi energetica globale. I colloqui in Pakistan si sono conclusi senza un accordo mentre gli Stati Uniti accusano Teheran di rifiutarsi di abbandonare le sue ambizioni nucleari. In una giornata priva di dati macroeconomici di rilievo, gli investitori valutano anche l’impatto in Europa della vittoria del partito di opposizione ungherese Tisza che pone fine ai 16 anni di potere del primo ministro Viktor Orbán in una storica svolta elettorale. L’indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,99% a 8.178,14 punti, il Dax 30 di Francoforte arretra dell’1,20% a 23.568,00 punti e l’Ftse 100 di Londra perde lo 0,61% a 10.535,45 punti. l’Ibex di Madrid arretra dell’1,16% a 17.995,00 punti e l’Ftse Mib di Milano segna una flessione dello 0,79% a 47.234 punti.
I prezzi del petrolio sono tornati a crescere in Asia dopo l’annuncio della Marina statunitense che si prepara a imporre un blocco dei porti iraniani dopo il fallimento dei colloqui di pace del fine settimana. I future sul greggio americano WTI con consegna a maggio sono saliti di quasi l’8% a 104,70 dollari al barile. Quelli sul Brent hanno guadagnato il 7% sopra 101 dollari. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che le forze armate daranno avvio lunedì alle 10, ora della costa Est, al blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani. Ha precisato che non verrà invece ostacolato il transito delle navi dirette verso porti non iraniani o in partenza da questi.
Secondo il Centcom, il blocco sarà applicato “in modo imparziale” alle navi di qualsiasi Paese in entrata o in uscita dai porti e dalle aree costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo di Oman. In precedenza Donald Trump aveva minacciato di bloccare lo Stretto di Hormuz, dopo che Stati Uniti e Iran non erano riusciti a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra nei negoziati svoltisi in Pakistan.
Future in deciso calo a Wall Street dopo il fallimento dei negoziati di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, con Washington che ora sta preparando un blocco navale nello Stretto di Hormuz. Gli investitori fanno i conti con dati che mostrano un forte aumento dell’inflazione statunitense a marzo, trainato dall’energia, a causa del le interruzioni dell’approvvigionamento petrolifero derivanti dalla guerra con l’Iran. Future S&P 500 cedono lo 0,70%, quelli sul Nasdaq 100 perdono lo 0,82% mentre i future Dow Jones arretrano dello 0,64%.
Avvio cauto e in lieve calo per le Borse cinesi nella prima seduta della settimana, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi tra Teheran e Washington dopo il fallimento dei primi negoziati. Dopo i primi scambi, Shanghai cede lo 0,10%, mentre Shenzhen si muove in controtendenza e guadagna lo 0,20%. Più pesante Hong Kong, con l’Hang Seng in ribasso dell’1,09%. Restano in territorio negativo anche gli altri principali listini asiatici: a Tokyo il Nikkei perde lo 0,77%, mentre a Seul il Kospi lascia sul terreno lo 0,95%.
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