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In studio anche Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma per il debutto della settima stagione in prima serata

Belve riparte da Amanda Lear. La nuova stagione del programma ideato e condotto da Francesca Fagnani torna da martedì 7 aprile in prima serata su Rai2, e per il debutto sceglie una delle ospiti più attese: un’intervista che, almeno dalle anticipazioni, tiene insieme ironia, provocazione e passaggi molto più duri. Nella prima puntata ci saranno anche Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.

Alle domande di Fagnani sugli amori trasgressivi, Lear dice: “Ho avuto delle relazioni con dei ragazzi bellissimi eterosessuali, ma dopo un po’ mi annoio. Con un gay è diverso. Mi diverte sempre. Adoro gli omosessuali”. Poi arriva il passaggio più amaro sul marito morto in un incendio in casa: “Alain Philippe è stato l’uomo che ho amato di più”. Quando Fagnani le chiede: “Nelle relazioni ha amato più uomini omosessuali che etero e Alain lo era?”, Lear risponde: “No, mio marito era bisessuale”.

C’è poi il capitolo del personaggio Amanda Lear, quello che per anni l’ha accompagnata e insieme imprigionata. Alla domanda su quanto questa immagine pubblica l’abbia condizionata, l’artista confessa: ” A volte odiavo quella Amanda: quel personaggio è stato una gabbia”. È uno dei passaggi che dà più profondità al ritorno in tv, perché sotto la superficie brillante del racconto lascia intravedere il peso di una costruzione pubblica vissuta anche come limite.

Un altro snodo forte dell’intervista è il rapporto con Salvador Dalì e con la moglie Gala. Per la prima volta Lear ammette: “Se fosse qui oggi gli direi, perché mi hai usata?”. Quando Fagnani ricorda che “Salvador Dalì è rimasto sempre sposato con Gala…”, Lear risponde: “Avrebbe dovuto essere gelosa. Invece mi disse: mio marito ha bisogno di te e mi accolse in casa come una figlia. Lei lo voleva compiacere”. Poi arriva la domanda diretta: “Possiamo parlare di un ménage à trois?”. La risposta è netta: “Ma non c’era sesso, Dalì era impotente”. E ancora, alla domanda “Lui le presentava degli uomini?”, Lear racconta: “Mi presentava spesso un bellissimo fidanzato e godeva di sapere che ero felice con un bel ragazzo. Il giorno dopo mi chiedeva allora com’è andata?”.

Nel racconto entra anche David Bowie, con un tono molto diverso, quasi da commedia feroce. Lear dice: “Non mi piaceva molto. Era tutto bianco, magrissimo, capelli rossi, niente sopracciglia…Faceva un po’ schifo”. Fagnani la incalza: “Pure lui era sposato! Ma come mai tutte queste mogli non vedevano l’ora di accoglierla?”. E Lear replica: “un giorno mi viene a trovare Angie, la moglie di Bowie, e mi dice tu vai con mio marito, tranquilla, è ok. Non era gelosa, erano una coppia aperta”. Poi un altro scambio: “Ma era un mènage a trois?” chiede Fagnani. “no, io non sono mai stata a letto con sua moglie” risponde Lear. E la giornalista chiude con una battuta: “Però un po’ la comitiva le piaceva…”.

Il ritorno di Belve punta quindi su un’intervista che tiene insieme spettacolo e memoria personale, con uno stile che resta quello del programma: faccia a faccia diretti, domande senza protezioni e un’ospite capace di stare dentro il gioco fino in fondo. Rai Ufficio Stampa presenta la settima stagione come il ritorno dei confronti “senza sconti” di Fagnani, con i consueti fuori onda in chiusura e, da quest’anno, anche i “provini di Belve” con persone comuni sullo sgabello.

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