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È la prima missione umana oltre l’orbita terrestre in oltre cinquant’anni, e dentro Artemis II c’è anche un pezzo importante d’Italia e di Lombardia. Il lancio da Cape Canaveral alle 00.35 del 2 aprile segna il ritorno dell’umanità verso la Luna, ma anche la centralità di una filiera industriale europea e italiana sempre più strategica. Dal modulo di servizio Esm realizzato dall’Esa fino ai pannelli fotovoltaici prodotti da Leonardo a Nerviano, la Space Economy diventa una partita industriale concreta. “Questa notte è stato compiuto un passo decisivo nel ritorno dell’uomo verso la Luna”, osserva Christian Garavaglia, indicando in questa corsa allo spazio un’opportunità per imprese, ricerca e territori come la Lombardia. L’INTERVISTA.
Consigliere Garavaglia, la missione Artemis II è appena partita verso la Luna. Qual è il significato di questo lancio per l’esplorazione spaziale?
Questa notte è stato compiuto un passo decisivo nel ritorno dell’uomo verso la Luna. Con Artemis II si apre una nuova era dell’esplorazione spaziale: la NASA e i suoi partner stanno preparando missioni che, a partire dal 2028, riporteranno l’uomo sulla superficie lunare in maniera permanente.
Qual è l’obiettivo internazionale di questa iniziativa?
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: arrivare entro il 2036 alla realizzazione di una base lunare permanente, sostenuta da investimenti superiori ai 30 miliardi di dollari e dalla collaborazione di oltre 60 Paesi. La NASA punta a una presenza stabile sulla superficie lunare, non solo in orbita, in un progetto strutturato e di lungo periodo in cui la Luna diventerà un approdo stabile, laboratorio operativo e snodo logistico per l’esplorazione dello spazio profondo.
Che ruolo può avere l’Italia in questa nuova frontiera spaziale?
L’Italia è già protagonista grazie a una filiera industriale e tecnologica avanzata. In prospettiva, il nostro Paese sta lavorando alla realizzazione di moduli abitativi destinati a ospitare gli astronauti nelle fasi iniziali del progetto lunare. Questo è un contributo strategico che conferma la qualità del nostro sistema produttivo e della ricerca italiana, come sottolineato anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
E la Lombardia come si inserisce in questo contesto?
Il nostro territorio lombardo conta oltre 200 imprese, più di 28.000 addetti e un fatturato superiore ai 6 miliardi di euro. Questi numeri testimoniano il contributo fondamentale del comparto all’economia del Paese. Complessivamente, in Italia, le aziende attive nel settore sono oltre 415, con investimenti stimati per 7,5 miliardi entro il 2027, grazie a PNRR, Agenzia Spaziale Italiana e cooperazione con l’Agenzia Spaziale Europea.
Qual è il ruolo dell’Intergruppo consiliare sulla Space Economy in Lombardia?
L’Intergruppo ha il compito di mettere in rete istituzioni, imprese e università, rafforzando il ruolo delle politiche a sostegno del settore e creando le condizioni migliori per lo sviluppo della Space Economy. La sua creazione, promossa anche dall’on. Andrea Mascaretti a livello nazionale, evidenzia l’importanza strategica del comparto aerospaziale. Vogliamo promuovere iniziative concrete, sostegno legislativo e facilitazioni per le aziende lombarde, affinché possano contribuire attivamente ai progetti internazionali e alla futura presenza italiana sulla Luna.
Guardando al futuro, quali opportunità può portare tutto questo per la Lombardia e per l’Italia?
Questa missione non riguarda solo l’esplorazione spaziale: la Luna diventerà un laboratorio operativo e uno snodo logistico fondamentale per andare verso Marte. Per l’Italia significa leadership tecnologica, posti di lavoro qualificati, sviluppo industriale e scientifico e la possibilità di posizionarsi tra i protagonisti della nuova era spaziale. È un’opportunità straordinaria che la nostra Regione e la nostra Nazione non possono lasciarsi sfuggire. Guardiamo al futuro.
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