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È morto a 60 anni Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, protagonista per oltre trent’anni di un percorso che ha attraversato media, politica e grandi eventi. Nato a Lodi e laureato alla Università Bocconi, aveva iniziato la sua attività nelle istituzioni, lavorando al Senato accanto a Giovanni Spadolini. Un passaggio che avrebbe segnato anche le tappe successive della sua carriera, sempre sospesa tra informazione e comunicazione.

Da RTL 102.5 a Porta a Porta, le direzioni de Il Tempo e Formiche

Arditti è stato direttore delle news di RTL 102.5, autore di Porta a Porta e direttore del quotidiano Il Tempo, continuando poi a collaborare come editorialista. Negli anni è diventato anche un volto noto dei talk televisivi, dove interveniva con regolarità su temi politici e di attualità, mantenendo uno stile riconoscibile per misura e capacità di sintesi. Dal 2018 era direttore editoriale di Formiche, oltre che membro del consiglio di amministrazione della società editrice.

Arditti braccio destro di Sala nel successo di Expo 2015

Uno dei capitoli più rilevanti del suo percorso è legato a Expo 2015, dove fu tra i protagonisti della comunicazione, lavorando a stretto contatto con Giuseppe Sala. In quel contesto, Arditti svolse un ruolo chiave nella costruzione della narrazione pubblica dell’evento, contribuendo al successo di un progetto che ha segnato la trasformazione recente della città. Parallelamente aveva fondato la società di consulenza strategica Kratesis, sviluppando attività su dossier legati a politica, sicurezza e relazioni internazionali.

Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche incarichi istituzionali, tra cui quello di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola durante il secondo governo Berlusconi. Una dimensione, quella della comunicazione pubblica, che ha sempre affiancato all’attività giornalistica, contribuendo a costruire un profilo ibrido, difficilmente incasellabile nelle categorie tradizionali.

Gli anni come moderatore della rassegna Direzione Nord

Negli ultimi anni Arditti aveva partecipato attivamente a diverse edizioni di Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali ideata da Fabio Massa, moderando panel e dibattiti. Con Massa aveva costruito un rapporto di stima, amicizia e rispetto reciproco, alimentato da una visione comune del ruolo dell’informazione nei contesti istituzionali e nei processi decisionali.

Arditti, il ricordo delle istituzioni

Numerosi i messaggi di cordoglio. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana lo ha ricordato come “un acuto osservatore e un giornalista preparato”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di “analista lucido e raffinato interprete della comunicazione istituzionale”, capace di offrire “un contributo serio e mai banale al dibattito pubblico”. Anche il vicepremier Antonio Tajani lo ha definito “arguto, intelligente, raffinato nei ragionamenti, mai sopra le righe”. Negli ultimi anni Arditti aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico con analisi e contributi su politica e scenari internazionali, mantenendo uno sguardo costante sulle dinamiche tra media e potere.

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