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Escalation in Medio Oriente: raid iraniano contro base aerea in Arabia, feriti dodici militari statunitensi. Houthi attaccano Israele, colpita anche la centrale di Bushehr

Dodici militari statunitensi sono rimasti feriti, due in modo grave, in un attacco missilistico iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. L’azione ha coinvolto anche diversi droni e ha danneggiato almeno un velivolo. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita, ma l’episodio segna un’escalation del conflitto in Medio Oriente: il Pentagono sta valutando di schierare ulteriori 10.000 soldati nella regione, portando la presenza statunitense a 17.000 unità, sufficienti per operazioni mirate sul territorio, senza però prevedere un’invasione.

Gli attacchi iraniani si inseriscono in una serie di operazioni di rappresaglia contro i Paesi del Golfo, considerati basi logistiche per le azioni statunitensi contro Teheran, iniziate con un’operazione congiunta con Israele il 28 febbraio. Dall’inizio del conflitto, tredici militari americani sono rimasti uccisi tra Iraq e Golfo e oltre 300 feriti. Secondo fonti iraniane, circa 1.167 soldati iraniani sarebbero morti e 658 risultano dispersi.

Gli attacchi

Intanto, gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato il loro primo attacco diretto contro Israele dall’inizio della guerra un mese fa, lanciando missili contro siti militari israeliani. L’esercito israeliano ha confermato di aver rilevato il lancio e di aver attivato i sistemi di difesa aerea per intercettarlo. Parallelamente, gli Emirati Arabi Uniti hanno subito attacchi missilistici da crociera e droni iraniani. Secondo il Ministero della Difesa degli Emirati, le forze aeree e le difese anti-missile hanno risposto all’attacco.

In risposta, Israele ha colpito “obiettivi del regime” iraniano a Teheran. Testimoni locali hanno riferito di una decina di esplosioni intense e di una colonna di fumo nero in città. Anche la centrale nucleare di Bushehr è stata nuovamente presa di mira: si tratta del terzo attacco in 10 giorni. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, non ci sono danni al reattore in funzione né fuoriuscite di radiazioni, ma il direttore generale Rafael Grossi ha esortato alla “massima moderazione militare” per evitare incidenti gravi.

Sul piano diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che il conflitto in Iran potrebbe concludersi in settimane, non mesi, senza la necessità di truppe di terra, pur mantenendo la flessibilità operativa per il presidente. Steve Witkoff, inviato di Donald Trump per i negoziati con Teheran, ha espresso fiducia nell’avvio di incontri già questa settimana.

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