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Prof accoltellata, una nuova ipotesi allarga il caso nel Bergamasco. Tutti i dettagli
Spunta una terrificante ipotesi sull’accoltellamento della professoressa di Trescore (Bergamo) da parte di uno suo studente 13enne. Si era parlato nelle prime ore subito dopo l’aggressione di futili motivi, come brutti voti e mancata difesa dell’alunno in questione durante un litigio con un compagno.
Ma gli inquirenti temono che dietro a quel gesto possa esserci altro, di inquientante. I pm cercano di risalire a chi possa aver “armato” il ragazzino, convincendolo anche che tanto l’avrebbe fatta franca, in quanto 13enne e non condannabile. Si evince da quanto scriveva proprio lui sui social: “Infrangerò ogni regola, non sono punibile”. Qualcuno, tramite magari un canale del dark web, potrebbe averlo armato. Quel pugnale da sub a doppia lama col fodero e quel finto revolver col calcio anatomico nascosto nello zaino, ancor più dello spray al peperoncino, qualcuno li ha venduti. Sul web. Così come i composti chimici per fabbricare esplosivi. Perché forse, l’idea iniziale, era quella di fabbricare una bomba. Tutte ipotesi al momento, le indagini sono ancora in corso.
Gli inquirenti cercano tracce documentali di quei pagamenti, possibili venditori, o qualcuno a cui il 13enne si sia ispirato. Intanto, dal letto di ospedale in cui è ricoverata, arriva la struggente lettera della professoressa ferita. Nelle sue parole non c’è il minimo spazio al rancore verso quel ragazzo.
“So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico – scrive la prof rivolgendosi ai suoi alunni -: non lasciamoci vincere dal buio. Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine. Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi”. Poi entra nel merito dell’aggressione.
“In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare. Sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti”. Poi conclude: “Questa mia ferita non sia un muro ma un ponte verso una scuola nuova”.
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