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“Un venerdì sera come tanti altri… e invece no. Un venerdì sera che cambierà tutto per sempre”. È uno degli ultimi messaggi condivisi sui social dagli amici di Elisa Teodora Dranca, 20 anni, una delle due vittime dell’incidente avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Milano. Nelle immagini pubblicate online appare sorridente, tra amici, mentre canta in macchina o posa per un selfie prima di uscire. Una quotidianità semplice, interrotta all’improvviso. “Eri felice, mi facevi ballare e ballavi”, scrive un amico. E ancora: “Poco prima di andare via mi dissi ‘per favore chiamami quando arrivi a casa (…) per me è importante’”. Poi la frase che oggi pesa come un macigno: “E poi alle 4 un maledetto semaforo rosso ti porta via per sempre”.
Elisa viveva a Locate Triulzi e lavorava in un negozio all’interno dello Scalo Milano. Sabato mattina le colleghe la aspettavano al lavoro, ignare di quanto accaduto poche ore prima.
Mithum, agente immobiliare e barman: da pochi mesi a Milano
Accanto a lei c’era Mithum Sandeepa Perera Kuranage, 23 anni, originario di Capannori, in provincia di Lucca, e di origini cingalesi. Viveva da tempo nel Milanese, tra San Donato e la città, dove lavorava come agente immobiliare per una filiale Tecnocasa e come barman. La notizia della sua morte ha colpito anche la comunità di origine. Il sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro, ha scritto: “Non ci sono parole per esprimere il profondo dolore che sentiamo di fronte ad accadimenti del genere. A titolo personale e come sindaco, quindi a nome di tutta la comunità, abbraccio forte la famiglia, i parenti, gli amici e le amiche”. Il giovane, figlio di un ex olimpionico della nazionale di atletica dello Sri Lanka, si era trasferito a Milano da pochi mesi, a gennaio, cercando nuove opportunità di lavoro e di vita.
Una serata tra amici in discoteca, poi il rientro e lo schianto con il taxi
Quella notte Elisa e Mithum avevano trascorso la serata in discoteca con un gruppo di amici. Un venerdì come tanti, fatto di musica, risate e fotografie condivise. Dopo una breve sosta in un fast food, i due erano ripartiti in moto per tornare a casa. Pochi minuti dopo, all’incrocio tra viale Mugello e corso XXII Marzo, si è consumata la tragedia.
Secondo la ricostruzione degli agenti della polizia locale, la Kawasaki Ninja 650 su cui viaggiavano percorreva viale Campania in direzione piazzale Corvetto quando è arrivata all’incrocio. Dai primi riscontri emerge che la moto avrebbe attraversato con il semaforo rosso e a velocità sostenuta, andando a impattare contro un taxi che procedeva con il verde da corso XXII Marzo verso viale Forlanini. Le immagini della dashcam e della telecamera interna dell’auto indicano che il verde per il taxi era scattato da alcuni secondi al momento dell’impatto. L’urto, violentissimo, ha fatto ribaltare il veicolo.
I video precedenti: Mithum, una guida già al limite
A rendere ancora più complesso il quadro sono alcuni video pubblicati in passato dal ventitreenne sui social. In uno di questi, si vede una moto sfrecciare a velocità altissima – oltre i 130 chilometri orari – attraversando un incrocio con il semaforo rosso e arrivando fino a 157 chilometri orari. In altri filmati compaiono sorpassi azzardati e manovre pericolose su strade urbane. Elementi che, alla luce di quanto accaduto, assumono un significato diverso e che potrebbero contribuire a delineare il contesto della tragedia. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio, ma resta il vuoto lasciato da due vite spezzate troppo presto, in una notte che doveva essere come tante altre e che invece è diventata l’ultima.
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