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                <em>Da Jacopo Bononi-Presidente del Premio letterario la Tore isola d’Elba</em>

Sono giorni questi nei quali il tema giustizia è al centro del dibattito culturale e politico italiano. Si vota oggi e domani per un referendum molto dibattuto ove, al di là del tema referendario, si ripresenta il tipico ‘guelfoghibellistico’ modus italiano per cui, non solo non sono spesso stati approfonditi i temi centrali della riforma, ma anzi sovente gli stessi argomenti sono stati motivo per una reciproca e senza remissione di sorta accusa tra maggioranza ed opposizione. Il tema della giustizia quindi è in queste ora centralissimo e il nostro invito ad Antonio Di Pietro ad essere ospite d’Onore della serata della ventiduesima edizione del nostro premio, il prossimo 25 luglio, pare proprio essere ‘cascata a fagiolo’. Lo abbiamo raggiunto nei pressi Bergamo ieri sera tramite un nostro caro amico e membro del comitato d’onore, il dott. Alfredo Giordano, imprenditore farmaceutico e laureato in filosofia a Torino niente meno che con Gianni Vattimo, persona attenta e accorta e da anni amico e promotore con me dell’evento, il quale tramite un altro membro illustre del comitato, il dott. Marcello Bruschetti, gli ha fatto arrivare un ‘dono di benvenuto’, ossia una delle sue prelibatezze dell’alta distilleria italiana (prodotte dalla sua Evo Enoglam, appunto) e racchiuse in un elegante portasigari. Sapevamo che il Nostro è un fumatore accanito di sigari e quindi ci è piaciuto salutarlo, anche se con tanto anticipo, con un omaggio particolare, che ha gradito. Mi ha raccontato l’amico Alfredo, che era in compagnia della cara consorte Patrizia, di quanto fosse stracolma la sala ove l’ex magistrato spiegava le sue ragioni per il Sì di domani e dopo domani e di quanta passione egli abbia messo nel sostenerle, di fronte ad un pubblico attento e partecipe. Abbiamo già scritto di come le sue posizioni sul referendum siano alquanto insolite, ossia di come egli si sia esposto presso tutta la sua categoria senza aver alcun timore di essere criticato da quei colleghi, che con tanto puntiglio stanno da settimane sostenendo il No. Il dibattito ‘live’ a Bergamo era accompagnato da una intervista a due su La Sette, moderato da Enrico Mentana e ovviamente registrato. Con lo stesso ‘pathos’ anche in TV egli ha dibattuto con un posato, ma preciso nelle sue argomentazioni, Clemente Mastella che fu come lui Ministro della Repubblica ed addirittura i due furono ministri insieme in un Governo Prodi. Nel volume, edito da Piemme a marzo, ‘La giustizia vista da Vicino’ Antonio Di Pietro ha espresso il suo sostegno al SÌ per il referendum. In esso Di Pietro sostiene che il giudice debba essere un soggetto neutrale, distinto da chi accusa. Utilizza spesso nel libro la metafora sportiva: l’arbitro (il giudice) non può far parte della stessa ‘famiglia’ o squadra di uno dei giocatori (il Pubblico Ministero). Poi fa riferimento alle criticità delle indagini preliminari, ossia la ragione principale del suo “sì” riguarda la prima fase del processo. Attualmente, nelle indagini preliminari, il giudice tende spesso ad allinearsi eccessivamente alle tesi del Pubblico Ministero. La separazione servirebbe a garantire un controllo più indipendente sull’operato del PM. Poi l’ex magistrato fa cenno alla credibilità della Magistratura ovvero sottolinea il calo di fiducia dei cittadini verso la categoria. Ritiene che la riforma possa aiutare a recuperare autorevolezza, superando l’immagine di una magistratura che a volte cerca ‘se qualcuno abbia commesso un reato’, anziché ‘chi ha commesso il reato’. Insiste poi sul concetto che l’Indipendenza della Magistratura non è a rischio, contrariamente a quanto sostenuto dall’ANM. Di Pietro afferma difatti che la separazione delle carriere non mina affatto l’indipendenza della magistratura, ma ne rafforza l’imparzialità e sostiene nel volume un concetto di ‘coerenza storica’ nel ricordare che la separazione delle carriere era già un obiettivo del programma del centrosinistra durante il secondo Governo Prodi, di cui lui faceva parte come Ministro. Egli poi si schiera fortemente contro le correnti e vede nella riforma, che include il sorteggio per i membri del CSM, uno strumento per arginare il potere di esse all’interno della Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Nel libro, Di Pietro intreccia queste riflessioni con i ricordi della sua carriera, giungendo alla conclusione che il sistema attuale non garantisce più la necessaria certezza del diritto. Insomma, un Di Pietro che entra a gamba tesa nel dibattito e lo fa con attenzione sia alla sua carriera di magistrato sia verso la sua successiva attività politica con l’Italia di Valori. Il premio è promosso da Franco e Lucia Semeraro e dall’Hotel Gabbiano Azzurro. Condurrà la serata il prof. Angelo Filippo Rampini dell’Università di Brescia. La Libreria Libri in Piazza, nella persona della sua titolare Brenda Lazzeretti, partecipa all’evento. Acquista l’opera premio realizzata dal maestro Lorenzo D’Andrea, Acqua dell’Elba, grazie al suo presidente arch. Fabio Murzi. Non mancherà l’omaggio del dott. Marcello Bruschetti di Enoglam EVO. Il premio vede il Patrocinio del Comune di Marciana Marina grazie alla sindaca Gabriella Allori, con la assessora alla Cultura Santina Berti e l’attiva partecipazione della ProLoco marinese, grazie al suo presidente Gianlorenzo Anselmi.

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