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Riforma giustizia, la svolta dei 50 magistrati: il lavoro sotterraneo del Comitato Sì Riforma esce allo scoperto

Più che uno schieramento visibile, per settimane è stato un lavoro sotterraneo. Contatti, incontri, disponibilità raccolte con discrezione. Poi, all’improvviso, il segnale pubblico: 50 magistrati che, in un convegno organizzato con la formula della “maratona oratoria”, scelgono di schierarsi apertamente per il Sì alla riforma della giustizia. Da lì, qualcosa cambia.

Dietro quel passaggio c’è l’azione del Comitato nazionale “Sì Riforma”, nato per sostenere il Sì al Referendum Costituzionale e progressivamente diventato un punto di riferimento per una rete sempre più ampia.

A guidarlo è Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte Costituzionale e membro del CSM. Il portavoce è Alessandro Sallusti. Ma, secondo chi segue da vicino le dinamiche del Comitato, il dato più rilevante è la sua capacità di tenere insieme mondi diversi: magistratura, accademia, avvocatura e società civile.

Il convegno della “maratona oratoria” dei Magistrati per Sì’ viene indicato da molti come il punto di svolta. Non solo per il numero dei magistrati intervenuti, ma per l’effetto prodotto nelle settimane successive. Le prese di posizione si moltiplicano, spesso con toni misurati ma espliciti, contribuendo a rendere più articolato il quadro interno alla magistratura.

Nel frattempo, il Comitato continua a muoversi su più piani. Da un lato, l’organizzazione di incontri e convegni in tutte le città della penisola; dall’altro, la produzione autonoma di materiali informativi, podcast, interviste per spiegare i contenuti della riforma. Un’attività che si affianca a una presenza digitale sempre più rilevante: i contenuti diffusi sui social hanno raggiunto decine di milioni di persone, ampliando la platea del confronto.

C’è poi il livello organizzativo, meno visibile ma considerato decisivo. A coordinarlo è Isabella Bertolini, Segretario Generale del Comitato. Un lavoro di tessitura, fatto di relazioni e coordinamento, che ha consentito di costruire in tempi rapidi una struttura diffusa.

Oggi il Comitato può contare su circa 300 comitati territoriali, attivi in tutto il Paese. Presìdi locali che hanno portato il confronto sulla riforma nelle università, nelle piazze e in tutti i luoghi di incontro, contribuendo a radicare il dibattito anche fuori dai circuiti istituzionali.

Un altro elemento che emerge è la trasversalità delle adesioni. Il Comitato ha dato spazio a esponenti di diversi schieramenti politici, accomunati dal sostegno al Sì. Un dato che, nelle valutazioni di chi osserva il fenomeno, potrebbe incidere sugli equilibri del confronto nei prossimi giorni.

Alla base resta un gruppo fondatore ampio, poi ulteriormente ampliato da insigni adesioni – da Luigi Salvato a Giacomo Rocchi, da Alfonso D’Avino a Giuseppe Capoccia, da Paolo Itri a Rosita D’Angiolella, da Ettore Manca a Raimondo Orrù, fino a Isabella Bertolini, insieme a Claudia Eccher, Eva Sonia Sala, Giovanni Doria, Filippo Vari, Mauro Ronco, Alberto Gambino, Fabio Cintioli, Mauro Paladini, Tommaso Frosini, Emanuele Bilotti, Andrea Di Porto, Mario Esposito, Francesco Greco, Vittorio Minervini, Marisa Annunziata, Alberto Del Noce, Fedele Moretti, Luigi Bartolomeo Terzo, Cesare Placanica, Alessandro Benedetti, Roberto Borgogno, Francesco Borgomeo – oltre allo stesso Nicolò Zanon e Alessandro Sallusti.

E, alla prova dei fatti, la scommessa del Comitato Si Riforma sembra già vinta. Portare allo scoperto una parte della magistratura, costruire una rete capillare con centinaia di presìdi locali, esaltare sensibilità politiche diverse accomunate dalla condivisione dei temi della riforma e, allo stesso tempo, raggiungere milioni di cittadini attraverso una comunicazione diretta: obiettivi ambiziosi che grazie al Comitato Sì Riforma, nel giro di poche settimane, hanno trovato riscontro concreto. 

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