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Il Consiglio europeo, convocato per affrontare l’emergenza in Medio Oriente, ha preso diverse decisioni importanti. Nelle conclusioni i leader confermano l’impegno e fissano la revisione dell’ETS entro luglio 2026. Il mercato delle emissioni era stato al centro di un confronto acceso tra gli Stati: da un lato Paesi come l’Italia, favorevoli a una sospensione; dall’altro i Paesi del Nord e la Commissione, che lo considerano una pietra miliare della strategia di decarbonizzazione europea. Entro l’autunno dovrebbe arrivare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, mentre per la fine del 2026 i leader indicano l’adozione del 28° regime “EU Inc”, il rafforzamento delle garanzie per l’immissione dei prodotti sul mercato, il superamento della frammentazione nelle etichettature e negli imballaggi e l’introduzione dell’euro digitale.
Non è invece servita la moral suasion di Bruxelles nei confronti di Budapest. A tre mesi dall’approvazione del prestito da 90 miliardi all’Ucraina, non è stato possibile superare il veto di Viktor Orbán, che continua a bloccare i trasferimenti. Una distanza che il premier ungherese ha voluto rendere ancora più evidente alzandosi dal tavolo del Consiglio europeo durante il collegamento video del presidente Zelensky. Le conclusioni sulla posizione europea in Medio Oriente, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, erano state in parte anticipate nel Consiglio Affari Esteri di lunedì, quando i ministri avevano bocciato l’estensione della missione Aspides — che attualmente impiega tre navi — allo Stretto di Hormuz.
Il Consiglio europeo ribadisce la richiesta di “de‑escalation e massima moderazione, protezione dei civili e delle infrastrutture civili e pieno rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti, compresi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale umanitario”. Nel documento finale entra anche il tema delle basi britanniche a Cipro, che il presidente Nikos Christodoulides aveva definito questa mattina una “conseguenza coloniale sull’isola”.Oltre allo choc energetico, a preoccupare i leader è anche il possibile movimento migratorio verso l’Ue che la crisi in Medio Oriente potrebbe innescare.
Von der Leyen parla esplicitamente di “aiuto all’Italia”
“Nel medio termine, ritengo che la prossima revisione del sistema Ets affronterà altre questioni specifiche importanti per l’Italia, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica o la volatilità dei prezzi dei sistemi Ets”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del vertice europeo.
“C’è un tema di revisione di ETS, cioè di come risolvere strutturalmente questi impatti che non sono equilibrati tra nazione e nazione. Per ‘medio termine’ si intende che, secondo noi, nel prossimo Consiglio europeo di giugno già si dovrebbe arrivare con delle risposte concrete”. Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo.
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