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Come sarà la Milano del 2036? La capitale del lavoro alla sfida dell’Ai, delle competenze e dei divari salariali al centro del Report “Milano 2036” di IZILab. Il lavoro sta cambiando più rapidamente delle città che lo ospitano. Intelligenza artificiale, crisi demografica, mobilità globale dei talenti e nuovi modelli organizzativi stanno ridefinendo non solo il mercato del lavoro, ma il modo di vivere. Milano si trova così davanti a una sfida cruciale: rimanere attrattiva senza accentuare le disuguaglianze, crescere senza perdere inclusività, innovare senza escludere.

A partire dalla fotografia di una città che è motore occupazionale ma che deve affrontare alcune criticità. La Lombardia si conferma infatti locomotiva del sistema Paese con quasi 700mila posizioni da coprire nei prossimi 5 anni. Milano è una città che invecchia ma meno del resto dell’Italia: il tasso di anzianità si ferma a 179 contro una media di 195. Luci e ombre nel mercato del lavoro milanese con il tasso di occupazione in crescita ( al 67% in trend +0,8%) e ancora meglio quello dell’occupazione femminile (57,4% con +0,9%) ma con valori significativi, anche se pure qui inferiori alla media, di working poor (8,6% contro una media nazionale dell’11,5%) e lavoratori con difficoltà di arrivare a fine mese (3,6% con tendenza al rialzo dello 0,7%) e soprattutto un gap di qualificazione rispetto alla media Ue di quasi il 13%. Come inciderà l’Ai sul lavoro? 92 milioni di opportunità saranno distrutte da qui al 2030. I settori che più soffriranno sono la robotica e l’automazione con un saldo negativo di 5 milioni di lavoratori in meno. Tra le professioni in declino: cassieri commessi, contabili, segretari, magazzinieri. C’è poi il tema della fuga dei talenti: emigrare per il lavoro continua ad essere un fattore premiante, con un aumento medio di salario di 9mila euro l’anno.

Bellincampi (IZILab): “Spostare lo sguardo dal breve al medio-lungo periodo grazie all’approccio del futures thinking”

“Spostare lo sguardo dal breve al medio-lungo periodo, grazie all’approccio del futures thinking, ci consente di esplorare scenari alternativi e orientare le scelte del presente – spiega il ceo di IZILab Martino Bellincampi -, il nostro report su Milano segue questo approccio ed è uno strumento utile per capire quali professioni e competenze emergeranno nei prossimi 10–15 anni o nel senso più ampio del termine come abiteremo la città nel futuro, con quali modelli economici e sociali, anche inserendo la variabile dell’intelligenza artificiale che sta già avendo un impatto non trascurabile sul lavoro. Dobbiamo fare i conti con il domani senza attendere di vederlo arrivare all’orizzonte. Solo così possiamo preordinare le migliori strategie per gestire le conseguenze che ogni cambiamento epocale porta con sé”.

IZILab presenta oggi a Milano il suo studio, coinvolgendo in un momento di confronto strategico le istituzioni, le imprese e gli innovatori. Martino Bellincampi, CEO di IZI Lab, dialoga con gli assessori del Comune di Milano Alessia Cappello ed Emmanuel Conte, Massimiliano Magrini, managing partner di United Ventures, e Stefano Venturi, presidente di Cefriel.

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