Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Tomasi Auto racconta a Milano come cambiano dealer, usato, AI e distribuzione indipendente.
La distribuzione automobilistica italiana sta vivendo una delle fasi più complesse e decisive degli ultimi anni. La spinta della transizione ecologica, l’arrivo sempre più incisivo dei marchi asiatici in Europa, la crescita del mercato dell’auto usata e l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali stanno ridisegnando il ruolo dei concessionari. In questo scenario, il caso Tomasi Auto si propone come uno degli esempi più interessanti di come una realtà indipendente possa crescere, innovare e rafforzare la propria posizione in un mercato in rapida trasformazione.
Il tema è stato al centro della prima edizione 2026 di Top Dealers Italia, andata in scena l’11 marzo nello showroom Tomasi Auto di Milano. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su due snodi chiave per il settore: il passaggio generazionale e la ridefinizione dei modelli di business. Due aspetti che, nella storia del gruppo, si intrecciano in modo naturale.
Fondata nel 1997, l’azienda è cresciuta facendo leva su trasparenza, indipendenza e capacità di leggere in anticipo le dinamiche del mercato. Sotto la guida di Franco Tomasi, Amministratore Delegato di FTH SpA, la holding del gruppo presieduta da Giancarlo Tomasi, la società ha accelerato il proprio percorso di sviluppo, affiancando al business tradizionale nuove attività e nuove linee di crescita.
Il cuore dell’attività resta la vendita di usato, un comparto nel quale Tomasi Auto si è ritagliata un ruolo di primo piano a livello nazionale. I numeri del 2025 raccontano con chiarezza la dimensione raggiunta: 19.071 veicoli venduti, una crescita del business del 9% e un fatturato superiore ai 300 milioni di euro. Dati che rafforzano il posizionamento del gruppo nella distribuzione indipendente multimarca, segmento sempre più centrale in una fase in cui il cliente cerca ampiezza di scelta, rapidità di risposta e un rapporto qualità-prezzo convincente.
Accanto alla continuità imprenditoriale, c’è però un altro elemento che definisce il percorso del gruppo: la capacità di rinnovare il modello di business. Franco Tomasi ha raccolto l’eredità dell’azienda familiare spingendola verso una struttura più evoluta e diversificata, capace anche di generare nuove iniziative come Noleggiare, una delle start-up nate all’interno del perimetro del gruppo. È il segno di una trasformazione che non si limita alla sola crescita dimensionale, ma coinvolge il modo stesso in cui un operatore automotive immagina il proprio futuro.
In questa traiettoria, uno dei capitoli più importanti riguarda l’adozione dell’AI. La partecipazione al NADA Show 2026 di Las Vegas viene indicata dall’azienda come una tappa di un percorso già avviato, non come un episodio isolato. L’obiettivo, infatti, non è introdurre tecnologia in modo generico, ma costruire un’integrazione mirata, adattata alle esigenze concrete dell’organizzazione. In altre parole, l’intelligenza artificiale viene sviluppata come uno strumento da modellare sulle necessità del dealer, così da migliorare efficienza interna, interazione con il cliente e gestione del customer journey.
La logica seguita è quella del tailoring strategico: analizzare in modo granulare i flussi aziendali, individuare i punti in cui la tecnologia può semplificare e velocizzare il lavoro, e poi inserirla negli strumenti di interfaccia per offrire un’esperienza più fluida e personalizzata. Il punto, però, non è sostituire il fattore umano. Al contrario, il progetto di Tomasi Auto insiste sulla supervisione delle persone, con un percorso di formazione che parte dai top manager e si estende progressivamente ai middle manager e a tutta la struttura operativa. L’AI, in questa visione, non è una vetrina ma un asset quotidiano.
Parallelamente, il gruppo continua a investire sull’approccio ibrido tra sedi fisiche e canali digitali. Oggi Tomasi Autoconta cinque sedi tra Milano, Roma, Verona, Parma e Guidizzolo, in provincia di Mantova, dove si trova il quartier generale storico. Ma la strategia non si ferma qui. Il management guarda a una ulteriore espansione dei punti vendita fisici, con nuovi sviluppi attesi già dalla seconda metà del prossimo anno. Un segnale chiaro: anche nell’era della digitalizzazione, il presidio territoriale resta una leva essenziale per intercettare domanda, costruire fiducia e dare concretezza all’esperienza d’acquisto.
Allo stesso tempo, il gruppo ha sviluppato internamente il proprio e-commerce, con la possibilità di completare l’acquisto interamente online. È una scelta che riflette bene il nuovo equilibrio del settore: il cliente vuole poter iniziare il percorso sul web, approfondire da remoto, confrontare offerte e, se necessario, finalizzare la transazione senza passaggi intermedi. Ma continua anche a considerare lo showroom fisico come uno spazio di rassicurazione, consulenza e relazione. Da qui l’importanza di un modello misto, capace di integrare tecnologia e presenza sul territorio.
Un altro tema emerso con forza riguarda la funzione dell’usato di qualità in chiave non soltanto economica, ma anche sociale. In un Paese che continua a convivere con uno dei parchi circolanti più anziani d’Europa, il mercato dell’usato recente può rappresentare un ponte verso una mobilità più moderna, più sicura e meno impattante. Secondo i dati diffusi dall’azienda, nel 2025 Tomasi Auto ha rottamato in media 158 auto al mese, con una quota dell’80% composta da vetture Euro 4 o inferiori. Un elemento che rafforza l’idea di un ruolo attivo nella sostituzione del parco più vecchio.
Anche sul fronte delle alimentazioni, i numeri raccontano un cambiamento. Le vendite 2025 indicano infatti una crescita delle motorizzazioni considerate più vicine alla transizione: ibrido +12% ed elettrico +19% rispetto all’anno precedente. È un dato che suggerisce come il mercato dell’usato non sia più soltanto un’alternativa economica al nuovo, ma anche uno spazio in cui si manifesta in modo concreto il rinnovamento della mobilità.
Nel complesso, il caso Tomasi Auto mostra come il futuro dei concessionari non passi soltanto dalle dimensioni, ma dalla capacità di combinare identità imprenditoriale, lettura del mercato e rapidità di adattamento. Nuove generazioni di concessionari, start-up interne, uso avanzato dell’AI, crescita fisica, e-commerce e valorizzazione dell’usato multimarca: sono questi i tasselli di una strategia che prova a trasformare una fase di forte cambiamento in un vantaggio competitivo.
Per il settore automotive italiano, sempre più esposto a pressioni esterne e mutamenti strutturali, esempi di questo tipo offrono una chiave di lettura preziosa. Perché la sfida non è più soltanto vendere automobili, ma costruire organizzazioni capaci di anticipare i bisogni del mercato e di dare nuove risposte a clienti sempre più informati, esigenti e mobili tra fisico e digitale.
In Breve
Azienda: Tomasi Auto
Fondazione: 1997
Fondatori: Giancarlo Tomasi e Franco Tomasi
Holding: FTH SpA
Evento di riferimento: Top Dealers Italia 2026, 11 marzo, showroom di Milano
Core business: vendita di auto usate
Veicoli venduti nel 2025: 19.071
Crescita business 2025: +9%
Fatturato 2025: oltre 300 milioni di euro
Posizionamento: leader nazionale nella distribuzione indipendente multimarca
Sedi attuali: Milano, Roma, Verona, Parma, Guidizzolo (MN)
Strategia commerciale: modello ibrido tra showroom fisici ed e-commerce
Innovazione: integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali
Start-up collegata: Noleggiare
Rottamazioni medie 2025: 158 auto al mese
Quota veicoli rottamati Euro 4 o inferiori: 80%
Trend motorizzazioni green 2025: Ibrido +12%, Elettrico +19%
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
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