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L’Unione delle Camere Penali Italiane in piazza per il sì. Il Presidente Petrelli: “Il referendum è una grande occasione per avere una giustizia più trasparente. Solo così liberiamo la magistratura dalle correnti della politica”
Un folto gruppo di penalisti italiani si è radunato oggi a Piazza Santi Apostoli, a Roma, per manifestare a favore del Sì al prossimo referendum costituzionale. L’iniziativa, organizzata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, vuole sottolineare l’impegno della categoria nella difesa delle ragioni della riforma e stimolare un dibattito informato tra i cittadini.
“Con questa manifestazione i penalisti italiani hanno voluto testimoniare il loro impegno in questa campagna referendaria molto difficile, polarizzata, radicalizzata, che ha rischiato di mettere all’angolo le vere ragioni di questa riforma costituzionale”, ha dichiarato Francesco Petrelli, presidente dell’Unione delle Camere Penali. “I cittadini hanno una grande occasione la settimana prossima: dirci se con questo voto vogliono avere una giustizia più trasparente, un giudice finalmente terzo, come è scritto nell’articolo 111 della Costituzione, decisioni più autorevoli e soprattutto una magistratura finalmente libera dalla politica”.
Quanto al rischio della politicizzazione della contesa referendaria, da entrambi gli schieramenti, ha ribadito: “Fin dall’inizio del dibattito, l’Unione delle Camere Penali ha avvertito questo rischio: di un tifo da stadio di entrambi gli schieramenti, al quale purtroppo abbiamo assistito. Noi penalisti abbiamo svolto un compito diverso: siamo stati nelle strade e nelle piazze come ora, spiegando ai cittadini perché questa riforma è importante, lasciando perdere gli slogan della politica”.
“Noi oggi ci dobbiamo porre una domanda, come mai una riforma che doveva essere già stata fatta moltissimi anni fa quando è stato riformato il codice accusatorio, stenta tanto ad affermarsi. Io credo che i cittadini abbiano già compreso quali siano le resistenze a questa riforma e sapranno sfuggire alla trappola ideologica nella qualche qualcuno ha cercato di infilarli e, pertanto, sapranno scegliere la strada giusta per avere finalmente una giustizia più giusta e più vicina a tutti i cittadini. Con questa riforma la magistratura viene liberata dalle catene delle correnti e dunque dalla politica“, ha aggiunto il presidente dell’Unione delle Camere Penali. E sull’accorciamento dei tempi dei processi, Petrelli ha aggiunto: “Tutto dipenderà dagli investimenti che il governo sta già facendo, andando oltre persino, per i tempi del processo penale, alle indicazioni date dal PNRR”, ha concluso.
La questione, dunque, non è politica, ma volta a “garantire un sistema giudiziario più equo e funzionale”, ha aggiunto Petrelli, invitando i cittadini a informarsi sulle implicazioni della riforma prima di recarsi alle urne.
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