Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

Honda rivede i piani EV, stima una perdita annuale e il titolo cede quasi il 6% a Tokyo.

Certe volte basta una seduta di Borsa per capire che non si è davanti a un semplice aggiustamento di piano, ma a un cambio di stagione. È quello che è accaduto a Honda venerdì 13 marzo 2026, quando il titolo ha chiuso a Tokyo in calo di quasi il 6%, dopo che il gruppo giapponese ha comunicato di attendersi una perdita per l’esercizio fiscale che si chiude il 31 marzo 2026. Per il mercato non è stato solo un profit warning: è sembrata la presa d’atto che la corsa all’auto elettrica, almeno per come era stata impostata finora, non sta producendo i risultati sperati. 

La precisazione, però, è importante. Honda non ha annunciato un bilancio definitivo già chiuso in rosso, ma una revisione delle previsioni dopo aver ripensato in profondità la propria strategia di elettrificazione. Nel comunicato ufficiale diffuso il 12 marzo 2026, il costruttore spiega che il rallentamento del mercato EV, soprattutto in Nord America, lo ha portato a cancellare tre modelli programmati per quella regione: Honda 0 SUVHonda 0 Saloon e Acura RSX. La società ritiene che portarli avanti avrebbe esposto il gruppo a ulteriori perdite future. 

Il mercato ha reagito in modo brutale perché i numeri sono pesanti. Honda ora prevede per l’anno fiscale 2025-26 un operating profit compreso tra -570 e -270 miliardi di yen e un risultato netto attribuibile agli azionisti tra -690 e -420 miliardi di yen, contro una precedente stima di utile netto pari a 360 miliardi di yen. La società precisa anche che il totale dell’impatto legato alla revisione della strategia EV, sommando esercizio in corso e periodi successivi, può arrivare fino a 2,5 trilioni di yen, circa 15,7 miliardi di dollari

È questo il dato che ha dominato la stampa estera. Reuters ha parlato apertamente della possibile prima perdita annuale di Honda in quasi 70 anni da società quotata, sottolineando come il tonfo del titolo rappresenti la reazione a una delle più grandi svalutazioni industriali recenti nel comparto auto. Nella stessa ricostruzione, il calo del mercato EV negli Stati Uniti e il venir meno di alcune condizioni favorevoli alla domanda hanno costretto il gruppo a una correzione molto più drastica del previsto. 

Ma il problema non si esaurisce negli Stati Uniti. Nel suo aggiornamento Honda ammette che anche la Cina è diventata un fronte critico. Il gruppo riconosce che il mercato cinese si sta spostando con rapidità verso modelli definiti dal software, cicli di sviluppo più veloci e contenuti tecnologici che i concorrenti locali riescono a offrire meglio e più in fretta. In sostanza, Honda ammette di non essere riuscita a mantenere un vantaggio competitivo sufficiente in uno dei mercati più importanti del mondo. 

Reuters insiste proprio su questo aspetto e lo trasforma in una chiave di lettura più ampia: il vero nodo, secondo diversi osservatori citati dall’agenzia, non sarebbe solo la frenata dell’elettrico in America, ma il ritardo accumulato in Cinarispetto ai costruttori locali. La stessa Reuters ricorda che nel 2025 le battery EV hanno rappresentato appena il 2,5%delle vendite globali Honda e che in Cina il gruppo ha venduto solo 17.000 EV. Numeri troppo deboli per sostenere una transizione così costosa senza una correzione di rotta. 

Da qui nasce il nuovo corso. Honda ha spiegato che intende puntare di più sugli ibridi, soprattutto negli Stati Uniti, e rafforzare la propria presenza in mercati come l’India, dove vede spazio per recuperare competitività e volumi. Non è un abbandono dell’elettrico, ma una strategia più prudente: meno accelerazione forzata su modelli che rischiano di bruciare cassa e più attenzione a tecnologie già mature e redditizie. 

Il paradosso è che Honda sta cercando di fare esattamente quello che gli investitori chiedono sempre ai costruttori: fermarsi prima che una scommessa industriale diventi ingestibile. Eppure la reazione del mercato dice che la fiducia è stata colpita lo stesso. Quando una casa automobilistica di questo peso ammette di aver sopravvalutato il ritmo della transizione EV e di dover assorbire un impatto potenziale da 2,5 trilioni di yen, il problema non è solo contabile: diventa reputazionale e strategico. 

C’è poi un dettaglio che rende la fotografia ancora più interessante. Nonostante la revisione della guidance, Honda ha confermato di non voler cambiare il dividendo previsto per l’esercizio in corso. È un segnale di tenuta finanziaria e di disciplina verso gli azionisti, ma non è bastato a contenere la fuga dal titolo. In questa fase il mercato guarda soprattutto alla capacità del gruppo di ritrovare direzione in un settore dove tempi, tecnologie e domanda stanno cambiando più velocemente delle previsioni. 

La vicenda Honda, in fondo, racconta qualcosa che riguarda tutta l’industria auto. Dopo anni in cui l’elettrificazionesembrava un percorso lineare e inevitabile, oggi i costruttori si trovano a fare i conti con una realtà più complessa: domanda meno prevedibile, concorrenza cinese più aggressiva, incentivi più incerti e costi industriali ancora enormi. Honda lo sta scoprendo nel modo più duro possibile, con una perdita attesa, un titolo sotto pressione e la necessità di riscrivere il proprio equilibrio tra elettricoibrido e mercati chiave. 

In Breve

Società: Honda Motor
Data dell’annuncio: 12 marzo 2026
Seduta di Borsa chiave: 13 marzo 2026 a Tokyo
Reazione del titolo: quasi -6% in chiusura, fino a circa -6,7% intraday
Scenario atteso: perdita per l’esercizio fiscale chiuso al 31 marzo 2026
Impatto stimato della revisione EV: fino a 2,5 trilioni di yen
Modelli EV cancellati per il Nord America: Honda 0 SUVHonda 0 SaloonAcura RSX
Nuovo focus strategico: più ibridi, maggiore attenzione a India e revisione della presenza in Cina

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet