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Leonardo presenta il nuovo piano industriale 2026-2030, l’Ad Roberto Cingolani: “L’intelligenza artificiale è uno strumento che serve per difendersi meglio, ma non è un quinto potere”
Oggi, a Roma, Leonardo ha presentato il suo nuovo piano industriale 2026-2030. Un piano che guarda al futuro, ma trainato dai solidi risultati ottenuti nel 2025, che rafforzano le ambizioni di crescita per il prossimo quinquennio. Il gruppo ha infatti chiuso il 2025 con un utile netto di 1,334 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente, trainato dalle plusvalenze derivanti dalla cessione del business Uas a Fincantieri e dalla vendita di parte delle azioni Avio. L’utile netto adjusted ha raggiunto i 1,015 miliardi, con un aumento del +18,6%. Il dividendo proposto per gli azionisti è salito a 0,63 euro per azione, +21% rispetto al 2024. Gli ordini del 2025 hanno registrato 23,8 miliardi di euro (+15%), i ricavi 19,5 miliardi (+11%), l’Ebita 1,75 miliardi (+18%) e il free operating cash flow 1 miliardo (+21%), con un indebitamento netto ridotto a 1 miliardo, -44% rispetto al 2024.
Gli obiettivi del 2026
Per il 2026, Leonardo stima ordini per circa 25 miliardi di euro, ricavi a 21 miliardi, Ebita 2,03 miliardi e flusso di cassa operativo di 1,11 miliardi, con un indebitamento netto in calo a circa 0,8 miliardi. Il nuovo piano industriale punta a un crescita media annua dei ricavi del 9%, fino a 30 miliardi nel 2030, con un Ebita atteso di 3,59 miliardi e un Ebita cumulato 14 miliardi tra il 2026 e il 2030. Il flusso di cassa operativo dovrebbe raggiungere 2,06 miliardi nel 2030, per un totale di 8 miliardi cumulati nel quinquennio. Un ruolo chiave è affidato al Michelangelo Dome, sistema di difesa aerea lanciato a fine 2025, che potrebbe generare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi già nel periodo 2026-2030.
Strategia e innovazione
Leonardo conferma così la strategia di diventare una “one company” multinazionale, rafforzata da razionalizzazione del portafoglio, nuovi prodotti, joint venture internazionali, M&A mirate e digitalizzazione. Il piano tiene conto delle nuove minacce globali – missili ipersonici, droni, attacchi cyber – e punta a consolidare il gruppo come player high-tech della sicurezza globale, con soluzioni multidominio e dual-use per la difesa e la resilienza dei sistemi Paese. Nel corso della presentazione dei risultati, l’amministratore delegato Roberto Cingolani si è detto soddisfatto di quanto ottenuto, affermando di aver “realizzato tutto quanto previsto nel primo piano industriale, oltre ogni aspettativa”.
L’intelligenza artificiale
Spazio anche all’intelligenza artificiale, ormai una nuova frontiera nella difesa nazionale ma che non può essere definita come una quinta forza che si aggiunge alla terra, al cielo, al mare e al cyberspazio. A dirlo l’Ad Roberto Cingolani, rispondendo alla domanda posta da Affaritaliani:
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