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Il caso della famiglia del bosco resta al centro dell’attenzione e si accompagna a una crescente mobilitazione di protesta. Catherine Birmingham è arrivata nella mattinata al casolare nel bosco di Palmoli dove viveva con il marito e i tre figli, ma non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti presenti all’esterno.

La donna, alla quale ieri è stato disposto l’allontanamento dalla casa famiglia dove si trovano ancora i bambini, si è limitata a prendersi cura degli animali di proprietà della famiglia. Nessun commento, quindi, dopo la decisione che l’ha costretta a lasciare la struttura protetta nella quale si trovava dal 20 novembre scorso.

Intanto, davanti alla casa famiglia dove sono ospitati i tre figli della coppia, la protesta ha preso forma già dalle prime ore del giorno. Sono comparsi infatti alcuni striscioni con scritte molto dure contro la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. “Giù le mani dai bambini. Vergogna”. “La famiglia è il fondamento della Chiesa e dividerla è vergognoso”.

La nuova ordinanza del tribunale ha disposto il trasferimento dei minori in un’altra struttura senza la madre, facendo salire ulteriormente la tensione attorno alla vicenda. In mattinata il padre dei bambini, Nathan Trevallion, è tornato intorno alle 9 ed è rimasto con i figli per l’intera mattinata, fino all’ora di pranzo, passeggiando con loro nel parco adiacente la struttura.

La protesta, però, non si è fermata agli striscioni. Per il pomeriggio è stata annunciata una manifestazione con fiaccolata, con la partecipazione della comunità di neorurali e dei manifestanti del presidio spontaneo nel bosco, diretti verso la zona della casa famiglia per un corteo silenzioso in segno di vicinanza.

Davanti alla struttura si è svolto anche un sit-in con cartelli, giochi e orsacchiotti destinati ai bambini. Tra i messaggi esposti anche la scritta ‘I bambini a casa con i loro genitori e stop agli abusi sui minori’ su un Tricolore steso lungo il guardrail. La mobilitazione è stata organizzata dal Comitato #DifesaMinori, che ha promosso la fiaccolata raccogliendo l’adesione di diverse associazioni e movimenti politici nazionali.

Molte persone si sono radunate nell’area per esprimere solidarietà ai genitori e ai piccoli. Il clima attorno alla vicenda si fa così sempre più teso, con una protesta che si allarga ben oltre il bosco di Palmoli e che contesta apertamente la scelta di separare i bambini dalla madre.

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