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Guerra in Iran e caso Crosetto, dal pin rosso su Whatsapp al viaggio a Dubai: tutto quello che non torna

La domanda continua a girare: ma com’è possibile che il ministro della Difesa Guido Crosetto si sia trovato a Dubai proprio alla vigilia di un attacco su larga scala sull’Iran da parte di Usa e Israele? Un attacco, tra l’altro, che ha portato a rappresaglie dei Pasdaran che hanno colpito proprio gli Emirati? Volendo anche accettare che nessun leader europeo fosse stato preventivamente informato, da almeno una settimana si era capito che era questione di ore prima dell’attacco, visto anche l’arrivo nel Golfo della portaerei americana Gerald Ford.

Ma c’è di più, molto di più, secondo quanto può riferire Affaritaliani. Primo punto, il mistero dello stato whatsapp di Crosetto. Sembra che lunedì scorso, 22 febbraio, il ministro abbia condiviso un aggiornamento che indicava una posizione proprio a Dubai. Guardando meglio lo screenshot, parrebbe che fosse visibile un pin rosso che riportava il nome di “Anna”. Chi è? Non può essere la moglie del ministro, che si chiama Gaia Saponaro. Ma il problema non è di natura “gossippara”: il legame con la consorte non è in discussione, tanto che la donna era con il ministro a Dubai.

La domanda è diversa: quando è arrivato Crosetto nell’emirato? Si trovava già lunedì o è arrivato dopo? Se lunedì stava solo concordando il luogo di un incontro con qualcuno, ottimo. Ma allora perché nessuno è stato informato, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani? Perché è lo stesso Crosetto che ha ammesso, in un’intervista a Repubblica, di non aver informato la scorta della sua presenza a Dubai.

Il che non è un dettaglio di poco conto. Istituzionalmente l’iter corretto sarebbe stato di informare Chigi, che a sua volta avrebbe delegato il sottosegretario Alfredo Mantovano. Un percorso tracciato che avrebbe poi coinvolto a cascata i servizi segreti, l’Aise guidato da Giovanni Caravelli, e tutti gli apparati. Non si tratta di un dettaglio, ma di un obbligo preciso.

Non basta, c’è ancora un tema da trattare: quando Crosetto dice che ha pagato il triplo del normale “biglietto” imposto nei voli di Stato ai passeggeri in realtà non sta dicendo una cosa del tutto corretta. Perché far levare un Falcon da Roma, solo per lui, ha un costo indicativo di 7-8.000 euro all’ora. Calcolando che mediamente sono circa 5 ore e mezza di volo, parliamo, almeno, di 90.000 euro. Davvero Crosetto ha speso 270.000 euro? Impossibile da credere, quindi è evidente che si parla del triplo del biglietto per passeggero, cioè nell’intorno dei 5-6.000 euro.

Ma il Gulfstream g550 si è dovuto levare per prelevare solo Crosetto (tant’è che la famiglia è rimasta a Dubai). Insomma, c’è più di un tema su cui fare luce. Quello che è certo è che Crosetto era in un luogo già necessariamente allertato, senza aver preventivamente avvisato la scorta.

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