Rinnovo Patente? Facile ed Economico

“Il 2025 è stato un anno risolutivo per far diventare Tim società normale – ha detto l’Ad Pietro Labriola in conference call con gli analisti illustrando i risultati annuali – abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati per 4 anno consecutivo”. C’è dunque soddisfazione nelle parole di Labriola anche se il titolo Tim oggi scende in Borsa. Il motivo è l’invito alla prudenza fatto dagli analisti dopo la galoppata dell’azione nel 2025 dove è cresciuta del 108%.
Grandi novità non ce ne sono a parte il ritorno al dividendo già annunciato, con la società che ha detto che saranno distribuiti nel 2027 circa 500 milioni ossia il 70% del Free Cash Flow. Certo c’è il pagamento del canone di concessione da parte del governo per circa 1 miliardo di euro che avverrà nel corso del 2026 che sosterrà la conversione delle azioni di risparmio prevista per fine maggio.
In compenso la migrazione degli utenti di Poste Mobile da rete Vodafone a quella Tim sarà completa solo nel 2027 e quindi, visto il fenomeno inverso, (migrazione clienti mobili Fastweb su rete Vodafone) questo produrrà ricavi in calo nel primo semestre del 2026. Inoltre, l’aumento dei ricavi della società è stato possibile grazie alla crescita delle tariffe fisse e mobili per circa 8 milioni di clienti. E anche nel 2026 questa politica di crescita delle tariffe ai vecchi clienti continuerà.
A favore della società ci sono i servizi legati al Cloud che, dice Labriola, è un chiaro motore della crescita per la connettività evoluta. “Ci vuole più governance sui dati per controllare il rischio sulle infrastrutture critiche – ha aggiunto l’Ad – in questo campo il posizionamento di Tim è unico perché gestiamo il cloud nazionale e abbiamo data center sicuri. Per la clientela enterprise la connettività è sempre più importante e noi abbiamo continuato a migliorare la qualità di rete e la sua sicurezza”.
Quanto alle previsioni per il 2026 il fatturato viene visto in crescita del 2-3% con Free Cash Flow pari a 800 milioni. Mentre il passaggio su rete Tim dell’operatore virtuale Poste mobile viene considerato un fattore strutturale positivo solo a partire dal 2027. Da sottolineare che, per l’anno in corso, non sono previste sinergie con il principale azionista, ossia Poste Italiane.
Quanto alla cessione di Sparkle manca ancora l’autorizzazione antitrust da parte dell’Autorità Usa e Ue ma l’Ad è fiducioso che saranno date entro fine marzo. E dopo il pagamento dei 700 milioni previsti la società ha in programma un buyback azionario per 400 milioni che dovrebbe essere favorevole per gli azionisti. Altri dettagli verranno dati in occasione della presentazione del piano industriale e, secondo Labriola, il meglio per Tim arriverà a partire dal 2027. Soprattutto se, come molti operatori di tlc sperano, ci sarà un consolidamento del mercato e dunque tariffe più alte per tutti i clienti fissi e mobili.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet