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Il fuori onda prima della telecronaca della gara di Bob a quattro e lo sconcerto Rai (Retroscena)
Sarà pugno duro. L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, che ha vergato sabato pomeriggio una nota di scuse, ha dato mandato agli organi interni di Rai prefissati per questo scopo di aprire una istruttoria interna su quello che è successo sabato di buon mattino all’inizio della telecronaca sulla Rete 2 della gara di bob a quattro. Quel fuori onda prima che partisse la regolare telecronaca della gara affidata a Dario Di Gennaro che poi ha letto le scuse formali della Rai vergate dal direttore ad intermin di Rai Sport Marco Lollobrigida.
E se il buongiorno si vede dal mattino, non sarà certamente facile la direzione della testata sportiva della Rai affidata all’ex telecronista del canottaggio. Certo, Marco Franzelli sarebbe stato il direttore perfetto per Rai Sport. Esperienza da vendere come cronista dello sport al Tg1 per anni. Autorevolezza, piglio da vero giornalista sportivo, apprezzato dalla fibrillante redazione sportiva della nostra tv pubblica. Purtroppo un dettaglio: sta per andare in pensione.
Certo una deroga, in una situazione come questa la Rai la potrebbe fare, ma si sa, è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che…. Tutto però si deciderà con calma. Ma torniamo al caso del fuori onda di sabato mattina. Nessuno sconto, stavolta. Il responsabile di quella frase sarà punito. Alcune ricostruzioni giornalistiche, che devono però essere vagliate dall’istruttoria Rai dei prossimi giorni, raccontano dello stesso Di Gennaro che parlando, prima della sua telecronaca con il coordinamento, avrebbe chiesto di mandare la pubblicità durante la gara degli israeliani, questo per “dribblare” in qualche modo le polemiche scaturite da un incidente diplomatico occorso al telecronista della Radio Televisione della Svizzera Romanda che invece di commentare la discesa israeliana aveva letto i commenti sui social del “frenatore” della compagine israeliana di bob Edelman a sostegno dell’azione militare a Gaza. E se Antonio Azzalini, alto dirigente Rai, ma non giornalista, fu licenziato in tronco dalla tv pubblica per quei pochi secondi di quel Capodanno di qualche anno fa, cosa dovrebbe fare oggi la televisione di Stato con questo suo dipendente che ha rischiato di creare un caso internazione?
Diciamo rischiato, perchè poi la cosa non è accaduta grazie ai buoni rapporti di Rai con Israele, riconosciuti dello stesso ambasciatore israeliano. Si ricordano infatti le recenti dichiarazioni dell’AD Rossi che ha confermato la volontà di Rai che Israele partecipi all’Eurovision song contest, ricordando inoltre il fatto che nello scorso Festival di Sanremo sono salite sul palco una cantante palestinese e una israeliana che hanno cantato “Imagine” canzone di John Lennon contro la guerra. Lo stesso Giampaolo Rossi poi ebbe modo di aggiungere, a seguito delle dichiarazioni della cantante Levante, che disse di non voler andare all’Eurovision qualora avesse vinto il Festival, che la posizione di Rai resta a favore della partecipazione di Israele all’Eurofestival e che le polemiche degli artisti, riguardano gli artisti.
Insomma, Rai ha le idee ben chiare su Israele e grazie agli ottimi rapporti fra la tv pubblica e lo Stato israeliano, non c’è stato nessun caso internazionale dopo il fuori onda di sabato mattina. Detto questo ora sarà avviata un istruttoria, partendo da una relazione del direttore ad interim Marco Lollobrigida, quindi ci sarà la lettera di contestazione da parte di Rai alla persona che ha fatto la gaffe e che avrà 10 giorni di tempo per addurre le sue giustificazioni, al termine dei quali verrà presa una decisione.
Vedremo. Primo quale sarà la punizione di Rai e secondo le tempistiche di questa istruttoria subito avviata dall’AD. E per favore, non gettiamo tutte le colpe sull’operatore di messa in onda. Il momento che segue l’errore è cruciale. Puoi continuare a difendere quello che eri, o capire chi sei, dice un aforisma.
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