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Da Lione a Roma, cortei per ricordare Quentin Deranque. La Capitale sfila per dire no all’odio politico, presente anche una delegazione di Italia Viva: il racconto della manifestazione

Una piazza per Quentin, una folla per Quentin, un coro: tutto per Quentin. Lui, il giovane militante della destra identitaria cattolica, morto tra le sanguinose strade di Lione, divenuto in poche ore simbolo dell’ennesima catastrofica furia del rapporto dialettico tra parti politiche, che quando non sa placarsi finisce per capovolgersi nel suo esito peggiore, quello che per strappare le idee finisce per togliere anche la vita. Il suo volto ha sventolato su per il cielo di Roma, attraversando il lungo corteo partito da Largo di Torre Argentina e arrivato a Piazza del Campidoglio, questo pomeriggio. 

A fargli compagnia fluttuando nell’aria, le bandiere della Francia e quelle dell’Italia, due Paesi che non sono mai stati simbolicamente così vicini, nonostante l’ultima querelle del Presidente Macron e di Giorgia Meloni sembra andare in una dimensione diametralmente opposta, e non certo – va detto – per ingerenza di chi siede a Palazzo Chigi. Una vicinanza che non segue colori politici, ma l’unico criterio che in certe occasioni avrebbe senso d’esistere, quello della vita, che mai dovrebbe essere tolta per le proprie idee. 

Giubilei ad affaritaliani: “In democrazia non c’è spazio per l’odio”. L’intervista

A ribadirlo Francesco Giubilei, Presidente di Nazione Futura, che parlando alla piazza ha sottolineato che a muovere i passi dei manifestanti non è stata l’ideologia, ma qualcosa che va oltre. “Saremo scesi in piazza comunque, anche se a morire fosse stato un militante di sinistra. Non stiamo difendendo delle idee, ma un principio: in democrazia non c’è mai spazio per l’odio politico, né a destra, né a sinistra”, ha detto Giubilei. 

La manifestazione è arrivata in Campidoglio con uno striscione “Fermiamo la violenza politica”, a suggellare lo spirito della manifestazione che è stata pacifica e tranquilla, a differenza – hanno ricordato i manifestanti – di quella di “Askatasuna che invece ha sparso sangue e odio”. Presenti anche diverse realtà, tra cui Gioventù nazionale, Lega giovani e Forza Italia giovani, oltre che una delegazione di Italia Viva. Tra i cartelli, “Je suis Quentin” – rievocazione del “Je suis Charlie” – e “Justice pour Quentin”. 

La manifestazione a Lione

Nelle stesse ore, questo pomeriggio, una manifestazione parallela è partita da Place Jean-Jaurès, nel VII arrondissement di Lione, per rendere omaggio a Deranque, sulle note de la Marsigliese. Anche oltralpe, niente simboli di appartenenza politica, ma solo un momento di ricordo che invita anche alla fermezza e alla responsabilità.

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