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Italian Sea Group e yacht di lusso. Le previsioni per il 2026 e il calo degli ordini
Anche il lusso è in crisi? Piccoli segnali in questo senso arrivano da Italian Sea Group, operatore globale di riferimento nella nautica di lusso, specializzato nella progettazione, costruzione e refit di motoryacht e sailing yacht fino a 140 metri. Ma anche dalla recente assemblea annuale dei soci di Confindustria Nautica. L’allarme dei sindacati per quanto riguarda il presente ma anche il prossimo futuro di Italian Sea Group:
“Siamo preoccupati – dice Umberto Faita, segretario Fiom Cgil per Massa Carrara – se guardiamo alle commesse nella terza trimestrale del 2025, gli ordini di imbarcazioni presenti non sono sufficienti rispetto alla capacità produttiva del cantiere”. Nei giorni scorsi circa 400 dipendenti del cantiere si erano riuniti in assemblea lamentando il mancato accreditamento dello stipendio, irregolarità o ritardi nel versamento dei fondi del trattamento di fine rapporto (Tfr) e mancata copertura del fondo sanitario integrativo di categoria (fondo Metasalute).
Ma il problema poi è rientrato. “Gli stipendi sono stati accreditati ieri pomeriggio – afferma Giacomo Saisi della Uilm Massa Versilia – e le altre pendenze nei prossimi giorni saranno regolarizzate. Stiamo andando verso un ritorno alla normalità e saremo attenti sull’evolversi della situazione. Tante ditte in appalto non avevano riscosso i lavori eseguiti e speriamo che anche questo si regolarizzi”.
Segnali di incertezza arrivano anche però dall’assemblea annuale dei soci di Confindustria Nautica. Sono state presentate le analisi previsionali sull’andamento del settore, realizzate dall’Ufficio Studi dell’Associazione sulla base di un’indagine condotta nella prima settimana di dicembre su un campione significativo di aziende associate. Il settore superyacht chiude positivamente l’anno solare 2025, con il 50% delle aziende che prevede una crescita di fatturato rispetto all’anno precedente e il 25% una stabilità. Analizzando l’andamento del portafoglio ordini corrente, viene confermata la normalizzazione dei tassi di crescita, con la metà dei cantieri che mantengono il proprio order book sugli stessi livelli di 12 mesi fa e un quarto di essi con dati in crescita.
Questo trend viene confermato dalle anticipazioni fornite da Boat International sul Global Order Book 2026, che, a fronte di una riduzione degli ordini mondiali da 1138 a 978, vede la quota italiana in crescita di quasi 3 punti percentuali, al 53%. Il quadro della produzione cantieristica fino ai 24 metri (natanti e imbarcazioni a motore, unità a vela e unità pneumatiche), come già ampiamente riportato negli ultimi mesi, appare più articolato. Le stime di chiusura del 2025 vedono infatti una contrazione del fatturato per il 54% del campione – con previsioni di riduzione comprese fra -5% e oltre il -30% – stabilità per il 23% dei rispondenti e crescita per il 23%, ricalcando la situazione già riscontrata nel 2024. I trend per l’anno nautico 2025/26 sono invece più positivi, con il 46% delle imprese che prevedono una crescita, il 31% una stabilità e il 23% che ipotizza una flessione del volume di affari.
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