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Olimpiadi Milano Cortina, Rebecca Passler non gareggerà per la staffetta di Biathlon nonostante la riammissione dopo il caso di doping: ecco cosa è successo
Doveva essere l’Olimpiade del riscatto. Invece per Rebecca Passler i Giochi di Milano-Cortina 2026 si chiudono senza una gara. La biatleta altoatesina, riammessa dopo la sospensione legata a una positività poi riconosciuta come contaminazione involontaria, non è stata inserita nel quartetto azzurro che disputerà la staffetta femminile 4×6 km. Una decisione che non ha più nulla a che fare con il caso doping, ma che affonda le radici in valutazioni tecniche e, secondo alcune ricostruzioni, anche di opportunità federale.
La staffetta italiana sarà composta da Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e con Lisa Vittozzi in chiusura. Ma la Passler, invece, non ci sarà. L’atleta è rimasta ferma dieci giorni a causa della sospensione preventiva. Un periodo breve sulla carta, ma decisivo in un evento come le Olimpiadi. L’interruzione ha impedito allenamenti regolari sugli sci e al poligono, compromettendo ritmo gara e precisione al tiro. Lo staff tecnico ha ritenuto che le sue condizioni andassero prima verificate, ma i tempi non hanno consentito un reinserimento competitivo. Lo aveva lasciato intendere anche il commissario tecnico, sottolineando come l’atleta non avesse potuto allenarsi adeguatamente e come la valutazione fosse legata esclusivamente allo stato di forma.
Il parere del CIO
Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato Olimpico Internazionale. Durante il briefing al Main Media Center di Milano, il portavoce Mark Adams ha chiarito che le questioni legate al doping non rientrano nella competenza diretta del CIO, ma della World Anti-Doping Agency. “Il caso Passler? Le questioni di doping sono di competenza della Wada, non del Cio. Sono loro che potranno fornire più informazioni”, ha dichiarato Adams, sottolineando come ogni atleta abbia diritto a presentare ricorso e a fornire le proprie spiegazioni.
Il riferimento è alla contaminazione involontaria che ha portato alla riabilitazione dell’azzurra da parte di NADO Italia. Adams ha ricordato che casi simili si sono verificati anche in altri sport, come il tennis, osservando che spesso queste ricostruzioni generano scetticismo nell’opinione pubblica, ma ribadendo che le procedure prevedono la possibilità di difesa e revisione.
Esclusa anche dalla mass start
L’azzurra non sarà al via neppure nella mass start. Non figurando tra le prime 15 della Coppa del Mondo e non avendo potuto gareggiare nelle prove precedenti ai Giochi, è uscita anche dalla top 30 utile per la qualificazione. Un’ulteriore conseguenza indiretta dello stop forzato. Ufficialmente, si tratta di una scelta tecnica. Tuttavia, secondo alcune letture, potrebbe aver inciso anche un elemento politico-sportivo: dopo la vicenda della sospensione e della successiva riabilitazione, la Federazione Italiana Sport Invernali avrebbe preferito evitare ulteriori tensioni con la federazione internazionale in una fase già delicata. Nulla di confermato, ma uno scenario che si inserisce nella complessa gestione dei casi di positività poi rientrati. Il sogno di una medaglia, almeno per ora, è rimandato al prossimo quadriennio.
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