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Una delle istituzioni culturali più prestigiose di Milano e d’Italia è sull’orlo del baratro, ma non a causa di un fallimento economico “classico”. La Hoepli, fondata nel 1870 e simbolo dell’editoria tecnico-scientifica, si sta avviando verso la liquidazione volontaria. La data chiave è il 25 febbraio 2026, quando l’assemblea straordinaria dei soci dovrebbe formalizzare la fine della gestione ordinaria della società.
Hoepli: conti in ordine, ma soci in guerra
Il paradosso della vicenda è che per la Hoepli, nonostante le difficoltà del mercato editoriale, i conti risulterebbero sostanzialmente in ordine. A decretare la fine della storica libreria di via Hoepli non sarebbe dunque il mercato, ma una profonda spaccatura interna alla famiglia Hoepli, i cui rami sono da tempo in conflitto aperto. Questa “guerra fredda” tra soci impedisce da mesi qualsiasi decisione strategica, rendendo impossibile l’approvazione di un piano industriale di rilancio e bloccando l’operatività aziendale.
Il valore dell’immobile e la tentazione di una colossale plusvalenza
Dietro la spinta verso la liquidazione, si staglierebbe l’enorme valore dell’immobile di via Hoepli, a due passi dal Duomo. Il sospetto dei sindacati e di parte degli osservatori è che alcuni soci preferiscano “smantellare” l’attività per monetizzare il valore dei muri, puntando a una colossale plusvalenza immobiliare piuttosto che al proseguimento dell’attività editoriale e libraria.
Questa situazione di stallo ha già prodotto i primi effetti negativi: il Gruppo Feltrinelli, che era stato indicato come possibile acquirente o partner per salvare la libreria, si sarebbe ritirato dalle trattative. Il motivo sembrerebbe consistere nell’incapacità dei soci Hoepli di presentare un fronte unito e una visione condivisa per il futuro del marchio.
L’allarme per i cento dipendenti: cassa integrazione in vista
La tensione è grande per i circa 100 dipendenti (tra librai e personale della casa editrice). L’ipotesi imminente è quella dell’attivazione della cassa integrazione, un segnale drammatico per i lavoratori che vedono minacciato il proprio futuro professionale.
Un patrimonio culturale a rischio
La chiusura o lo smembramento della Hoepli sarebbero anche un danno per la cultura italiana. La libreria è una delle più grandi del continente, con un catalogo di oltre 500mila volumi, e la casa editrice custodisce un archivio tecnico-scientifico unico al mondo.
L’appuntamento del 25 febbraio rappresenta l’ultima chiamata. Se i soci non troveranno un accordo in extremis per un piano di cessione unitario o per un rilancio, verrà nominato un liquidatore. Questo segnerebbe l’inizio della svendita degli asset e, verosimilmente, la fine della “libreria dei milanesi“, trasformando lo storico spazio di via Hoepli – questo è il timore – nell’ennesima vetrina di lusso o centro direzionale nel cuore della metropoli.
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