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<em>Da Legambiente Arcipelago Toscano</em>
Il Comitato “Società civile per il No al referendum costituzionale”, promosso da realtà associative e sindacali di cui facciamo parte, lancerà ufficialmente la campagna referendaria, sostenendo la raccolta delle firme digitali. L’iniziativa si terrà alle ore 9.30 presso il Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4, a Roma.
Nei prossimi mesi, con una data ancora da definire, si svolgerà il referendum sulla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Le modifiche previste riguardano la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, già oggi sostanzialmente favorita dalla cosiddetta riforma Cartabia.
Proposta dal governo come una “riforma della giustizia”, in realtà non garantirà una maggiore tutela dei diritti affermati dalla Costituzione e non risolverà i problemi più urgenti come i tempi dei processi, le carenze di personale, gli scarsi investimenti tecnologici.
Contribuiremo alla campagna referendaria per insistere sull’urgenza di intervenire piuttosto con misure strutturali, con adeguate risorse, utili a rendere più efficace e tempestiva l’amministrazione della giustizia nel nostro Paese.
Siamo da sempre impegnati per affermare principi di legalità, di rispetto dell’ambiente, dei diritti umani e sociali. E sappiamo per esperienza quanto sia faticoso affermarli contrastando quei crimini contro l’ambiente purtroppo sempre più diffusi, in Italia e non solo. Abbiamo chiesto e ottenuto riforme di civiltà, come l’introduzione nel 2015 dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale. E siamo soddisfatti della legge che da ottobre ha trasformato in delitti, con sanzioni adeguate, reati gravi come l’abbandono di rifiuti pericolosi e le spedizioni illegali.
Queste riforme devono essere affiancate ora da altri interventi legislativi, come il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, ma soprattutto dal rafforzamento degli organici della magistratura, dal potenziamento delle attività di controllo svolte dalle forze dell’ordine e dalle Arpa. Temi purtroppo distanti dalle priorità della politica, quando interessano invece il cuore di una vera giustizia, rapida, efficace, orientata alla tutela di diritti fondamentali, come quelli dell’ambiente in cui viviamo e della nostra salute. Nulla cambierà, da questo punto di vista, se la riforma su cui siamo chiamati ad esprimerci con il nostro voto dovesse essere approvata.
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