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Borse europee in rialzo dopo la cattura di Maduro. Prezzi del petrolio in calo

Borse europee in rialzo dopo l’attacco degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro. Gli investitori guardano con grande attenzione alle tensioni geopolitiche ed ai riflessi sulle materie prime. Sotto i riflettori anche il settore della difesa che spinge il mercato azionario del Vecchio continente. Avvio positivo per Francoforte (+0,58%), Londra (+0,46%) e Parigi (+0,64%). 

In particolare, la Borsa di Milano (+0,6%) prosegue in rialzo, in linea con gli altri listini europei. A Piazza Affari si mettono in mostra i titoli della difesa con Leonardo (+6%) e Fincantieri (+5,3%). Bene anche l’energia dove Tenaris guadagna il 3,7%, Saipem (+3,6%) e Eni (+0,6%). Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 70 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,60%.

Nel listino principale si muovono in ordine sparso le banche con Bper (+2,2%), Popolare Sondrio (+1,6%), Intesa (+0,7%), Unicredit (+0,1%), Banco Bpm (-0,8%) e Mps (-0,7%). Fiacche Generali e Unipol(-0,1%). Seduta positiva per il settore tecnologico in scia con l’andamento asiatico ed in vista della conferenza stampa del ceo di Nvidia. Sale Stm (+1,9%) e Prysmian (+1,8%). Acquisti su Stellantis e Tim (+0,5%). 

Prezzi in calo sui mercati asiatici dopo il blitz Usa in Venezuela. Le adeguate forniture globali compensano le preoccupazioni relative alle interruzioni dell’approvvigionamento dopo che gli Stati Uniti hanno catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro in un raid nel fine settimana. I future sul Brent perdono lo 0,95% a 60,1 dollari al barile, quelli sul Wti lo 0,97% a 56,7 dollari.

Gli investitori valutano i disordini politici nel paese membro dell’Opec e l’impatto sull’offerta di greggio. Il presidente Donald Trump ha affermato che Washington prenderà il controllo sul greggio venezuelano mentre l’embargo statunitense restera’ in vigore, almeno per il momento, dopo l’arresto di Maduro. In un mercato globale caratterizzato da un’abbondante offerta di Petrolio, gli analisti ritengono che qualsiasi ulteriore interruzione delle esportazioni venezuelane avrà un impatto immediato molto limitato sui prezzi. 

Sul fronte valutario l’euro viaggia in calo sul dollaro (-0,28%) con il cambio che scende sotto quota 1,17 (a 1,1686). La divisa comune si attesta sotto la parità sullo yen a 183,48 (-0,18%). Cambio dollaro/yen a 157,00 in favore del biglietto verde (+0,1%). Quanto all’obbligazionario lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi apre stabile a 71 punti, in linea all’ultimo closing. Il rendimento è al 3,61%. 

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