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Strage di Crans Montana: il bilancio si aggrava
La strage di Crans- Montana continua a restituire un bilancio sempre più drammatico: sono 40 le vittime confermate e 121 i feriti, cinque dei quali restano ancora senza identità. Quattro corpi sono già stati riconosciuti e restituiti alle famiglie, mentre le autorità svizzere lavorano senza sosta tra macerie, testimonianze e cartelle cliniche.
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha fatto sapere che al momento non risultano connazionali tra i morti. La Farnesina, però, conferma quattordici italiani feriti – sette ricoverati in Svizzera e sette all’ospedale Niguarda – e parla ancora di sei dispersi.
Strage di Crans-Montana: identificazioni ancora in corso
Alle famiglie è stato comunicato che “le procedure di identificazione continueranno tra oggi e domani e dovrebbero essere completate in gran parte entro domani. In alcuni casi, però, occorrerà attendere più tempo”, ha spiegato Cornado a margine di un punto stampa a Crans-Montana. Le autorità del Vallese hanno ribadito che saranno loro – e solo in un secondo momento ambasciate e consolati – a informare i familiari delle vittime.
Tuttavia, sono state intanto identificate le prime quattro vittime svizzere: due ragazze di 21 e 16 anni e due ragazzi di 18 e 16 anni. Conclusa la procedura, i corpi sono stati restituiti alle famiglie. Le identificazioni delle altre vittime – decedute o ferite – proseguono “in maniera attiva” e nuove comunicazioni arriveranno “non appena possibile”. Per rispetto dei familiari, al momento non verranno diffusi ulteriori dettagli.
Strage di Crans-Montana: le indagini e le prime ipotesi sulla dinamica
A fare il punto è Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Cantone Vallese, in un’intervista alla tv svizzera Rts. La procuratrice conferma la presenza di un’uscita di sicurezza nel locale e sottolinea che i proprietari del Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, sono stati sentiti come “persone informate sui fatti” e al momento sono considerati innocenti.
Solo qualora le perizie dovessero indicare responsabilità precise, le imputazioni potrebbero andare dall’omicidio colposo all’incendio colposo. L’ipotesi oggi ritenuta più probabile è che “una candela appoggiata su una bottiglia di champagne abbia incendiato il soffitto del bar, propagando poi le fiamme all’intero locale.”
In attesa delle perizie tecniche, non ci sono elementi per affermare che la schiuma fonoassorbente fosse irregolare: “Senza una perizia degli esperti – precisa Pilloud – non possiamo dirlo”.
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