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Ucraina, la mossa diplomatica di Trump: “Sia Teofilo III a trattare con Putin e Zelensky”
Mosca e Kiev? “Se la sbrighino tra loro”. Venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sembrato sancire il definitivo disimpegno americano dai tentativi di mediazione tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Un negoziato rivelatosi troppo complesso e privo di risultati concreti – ben lontano dal proposito di “chiudere la guerra in 24 ore” evocato da Trump durante la campagna elettorale –, mentre per Washington risultano sempre più pressanti le questioni da affrontare in Medio Oriente, a partire dall’Iran, senza dimenticare la sfida strategica di lungo periodo rappresentata dalla Cina.
L’atteggiamento di Trump, tuttavia, non rappresenterebbe un vantaggio per l’Europa, che dopo essere diventata il principale sostenitore finanziario di Kiev punta a ritagliarsi un ruolo centrale in eventuali colloqui con Mosca. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, il presidente americano avrebbe però in mente uno scenario differente. Niente Draghi, Merkel, Kallas o Costa: Trump starebbe valutando di affidare il compito di mediare tra Putin e Zelensky a una figura religiosa, il Patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III.
Il colloquio alla Casa Bianca
Trump ha ricevuto Teofilo giovedì scorso alla Casa Bianca. Tema ufficiale del colloquio, secondo quanto riferito dal Patriarcato di Gerusalemme, la libertà religiosa in Medio Oriente, con particolare attenzione alla salvaguardia della presenza delle comunità cristiane e dei rispettivi luoghi di culto. Teofilo avrebbe però richiamato l’attenzione del presidente americano anche sulle limitazioni alla libertà di culto dei musulmani a Gerusalemme e, nel corso dell’incontro, gli ha conferito la Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro.
L’incontro sembra aver lasciato un’impressione significativa su Trump. Probabilmente anche in concomitanza con l’invio della lettera di Zelensky a Putin, nei colloqui sarebbe emersa pure la questione dell’impasse nel conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo fonti citate dal quotidiano israeliano Yediot Ahronot, il presidente statunitense avrebbe quindi chiesto a Teofilo di assumere un ruolo diretto come mediatore tra i leader dei due Paesi in guerra da oltre quattro anni.
Il Patriarca Teofilo verso un ruolo da mediatore
Il Patriarca ortodosso ha già in programma un incontro con Putin nelle prossime settimane e, secondo questa ricostruzione, la Casa Bianca lo incoraggerebbe a cogliere l’occasione per assumere un ruolo di primo piano nei negoziati. A suo favore giocherebbe il profilo di una “figura non politica dotata di autorevolezza religiosa e morale”, capace, in quanto guida della Chiesa ortodossa, di godere della fiducia sia dei russi sia degli ucraini.
Teofilo, inoltre, può già vantare alcuni successi sul piano diplomatico e umanitario. Tra questi, una complessa mediazione tra Russia e Israele che contribuì alla liberazione della cittadina americano-israeliana Naama Issachar, arrestata nel 2019 con l’accusa di traffico di droga.
Secondo quanto riferito da Yediot Ahronot citando persone vicine al Patriarca, Trump sarebbe determinato a ottenere risultati tangibili almeno su uno dei principali conflitti internazionali ancora aperti.
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